Potenza, 24 ago - Ancora importanti novita' provengono dalla campagna estiva di scavi condotta nella citta' romana della Lucania Grumentum dall'e'quipe diretta dal prof. Attilio Mastrocinque dell'Universita' di Verona.
Si tratta della quinta campagna di scavi, che coinvolge un grande numero di archeologi, storici, epigrafisti, architetti e geofisici. L'attivita' di ricerca archeologica, promossa dall'Universita' di Verona, e' stata preceduta da una scuola estiva sulle metodologie scientifiche applicate alla ceramica romana, svoltasi a Grumento Nova a fine luglio.
Le indagini nel settore vicino al tempio del culto imperiale, condotte da Federica Candelato, stanno portando in luce molti reperti del I secolo d.C., fra i quali alcuni frammenti della decorazione fittile del tempio. Essa prevedeva l'impiego di antefisse alla fine dei filari di coppi, decorate con una testa leonina al centro di una palmetta, e un fregio fittile con intrecci vegetali lavorati a giorno e realizzati a matrice. L'ambiente adiacente al tempio ha conservato uno strato in cui sono rimasti sigillati moltissimi resti di una cerimonia, probabilmente di carattere religioso. Forse in seguito a un terremoto, sono rimaste sepolte moltissime coppe, vasi, brocche e anfore, oltre a molteplici resti di pasto a base di carne. Fra i vari reperti si annovera una splendida coppa del vasaio aretino Tigrane, decorata a bassorilievo con satiri, menadi e tripodi. Un grande ammasso di intonaci affrescati, di molti colori, rinvenuti nello strato, sono adesso in attesa di un lungo e paziente lavoro di ricostruzione. Teresa Peretti e molti altri specialisti continueranno quindi lo studio dei numerosi reperti anche durante i prossimi mesi. ''Se si potra' - riferisce il prof. Mastrocinque - si effettueranno anche analisi di laboratorio per individuare quali sostanze fossero contenute nei vasi con coperchio trovati nello strato''.
''Quest'anno non e' stata possibile la ripresa dello scavo del tempio rotondo situato nei pressi del Capitolio, appena fuori della piazza del Foro. Di questo tempio sono emersi anche la cornice marmorea e l'altare, gia' privato dei suoi marmi nell'antichita' - aggiunge il professore - Ci sono probabilita' che esso fosse il mundus della citta', cioe' il tempio di una divinita' del mondo sotterraneo e della fecondita'''.
Il settore di scavo fra le terme repubblicane e il Foro, affidato a Vincenzo Scalfari, ha permesso di far emergere strutture murarie e anche qualche tubatura per acqua, in terracotta. In questa zona e' iniziato uno scavo in estensione il quale, nelle prossime campagne, dovrebbe permettere di scoprire quanto resta di un quartiere centrale della citta', dalle sue fasi tardo-repubblicane a quelle alto-medievali.
Ugo Fusco ha seguito le indagini nell'area del Capitolio, dove si venerava Giove. Quando fu realizzato questo grandioso tempio, fu rasa al suolo una grande fontana, di cui si e' ricostruita ora la forma. Davanti al tempio sono emerse due basi, le quali, con ogni probabilita', sostenevano due statue onorifiche, come nel caso del Capitolio di Pompei.
Inoltre sono stati messi in luce i livelli di pavimentazione del Foro che precedettero la pavimentazione in pietra.
Chiara Marchetti, Fiammetta Soriano e Lianka Camerlengo stanno lavorando alla documentazione di una casa lucana rinvenuta nell'area della basilica del Foro.
Lo studio incrociato dei dati archeologici, storiografici ed epigrafici ha permesso di collocare nel tempo la fondazione della colonia romana all'epoca del primo triumvirato e di riferirla ad una legge agraria di Giulio Cesare del 59, in base alla quale molti veterani di Pompeo e molti Romani poveri furono insediati in Italia meridionale. Negli anni 50 a.c. Grumentum era in fase di ristrutturazione o di costruzione, e si e' capito che lo scoppio delle guerre civili ha arrestato i progetti urbanistici, che furono ripresi solo in epoca augustea. Altre novita' stanno emergendo dallo studio dei reperti medievali, che stanno mostrando che la vita della citta' prosegui' fino a tutto l'VIII secolo. Quella che pareva una citta' in via di abbandono risulta conservare una certa vitalita' commerciale, provata dalle importazioni di ceramiche dalle coste dell'Egeo o da Pantelleria, oltre che enormi anfore dall'Africa e dall'Asia minore. I ''medioevisti'' Enrico Cirelli e Fabio Saggioro sono all'opera in questo campo, che promette di cambiare la ricostruzione storica corrente della fine della citta' antica.
''Stiamo programmando i programmi da realizzare per sostenere le scuole estive di archeologia - ha spiega l'assessore alla Formazione-Lavoro-Cultura della Regione Basilicata Antonio Autilio - e per promuovere attivita' di ricerca archeologica non solo nei siti gia' noti ma anche in nuovi siti presenti sul territorio regionale''. ''Per il nostro patrimonio archeologico - conclude l'assessore - si tratta di un ulteriore passo verso l'ulteriore valorizzazione del sito che e' diventato punto di riferimento per prestigiosi studiosi e archeologici di epoca romana ed ha tutte le carte in regole per diventare polo attrattore di nuovi e crescenti flussi turistici''.
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