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3 Ottobre 2004 ARCHEOLOGIA
The Guardian
UNO STUDIOSO ARABO DECIFRÒ LA STELE DI ROSETTA 800 ANNI PRIMA DELL´OCCIDENTE
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E´ considerato un momento critico nella storia delle decifrazione dei codici. Grazie ad una lastra di basalto incisa con rune e parole, gli studiosi riuscirono a decifrare il segreto dei geroglifici - il "linguaggio" scritto degli antichi egizi - e a rivelare i segreti di una delle civiltà più grandi della storia. Ciò grazie alla Stele di Rosetta e all´abilità analitica degli studiosi europei del XVIII e XIX secolo.

Ma ora, la supremazia del pensiero occidentale viene messa alla prova da un ricercatore londinese che sostiene che i geroglifici fossero in realtà stati decodificati centinaia di anni prima da un alchimista arabo, Abu Bakr Ahmad Ibn Wahshiyah.

"Ci sono voluti anni di ricerche faticose per provarlo" ha dichiarato il Dr Okasha El Daly, dell´Istituto di Archeologia dell´UCL. "Ero convinto che gli studiosi occidentali non fossero stati i primi, ed ho trovato prove che mostrano che gli studiosi arabi decifrarono il codice con quasi mille anni di anticipo".

La Stele di Rosetta fu trovata incassata in un forte murario dagli ingegneri francesi nel corso della campagna napoleonica in Egitto. La pietra – ora in mostra al British Museum – contiene un testo in Greco, Copto e geroglifico, ma ci vollero 23 anni di lavoro dalla data della sua scoperta perché si riuscisse a decodificarlo, una missione portata avanti da Jean-François Champollion, uno studioso di antichi linguaggi.

La scoperta di Champollion fu annunciata nel 1822, quando egli realizzò che i geroglifici dovevano essere letti non come simboli di idee o oggetti, ma come uno scritto fonetico. Il suono associato ad ogni simbolo era cruciale per decifrarlo. Fu un momento da "Eureka". "Je tiens mons affaire (ce l´ho fatta) gridò Champollion, prima di cadere svenuto per cinque giorni. Si svegliò per continuare il suo lavoro, ma morì 10 anni più tardi e fu seppellito presso il cimitero di Parigi Père Lachaise. Pezzi di papiri sono ancora posti sulla sua tomba in ricordo del suo grande lavoro.

Ma adesso si dice che Champollion fu battuto sul tempo dagli studiosi arabi che, otto secoli prima, avevano intuito che i suoni erano cruciali nell´opera di codificazione. "Per due secoli e mezzo, lo studio dell´antico Egitto è stato dominato da una concezione europa-centrica che ignorava virtualmente la scuola araba" ha dichiarato El Daly. "Credo che ciò sia piuttosto ingiustificato".

Esperto in antichi scritti arabi ed egiziani, El Daly, ha trascorso sette anni ad esaminare manoscritti arabi in collezioni private attorno al mondo, nel tentativo di trovare le prove che furono gli studiosi arabi a codificato il segreto dei geroglifici. Ora sostiene di averlo scoperto nell´opera di un alchimista del nono secolo, Ibn Wahshiyah. "Ho paragonato i suoi studi con quelli dei moderni studiosi e realizzato che aveva compreso in modo completo il significato dei geroglifici."

El Daly ha determinato che gli studiosi musulmani non avevano appreso il segreto dei geroglifici subito dopo che l´Egitto fu conquistato dall´Islam.

"Il segreto dei geroglifici fu perso e quindi ritrovato dagli studiosi arabi, che usaarono un sistema accurato per decifrare il loro codice, otto secoli prima di Champollion" ha dichiarato. "Possedevano grandi conoscenze matematiche ed astronomiche. Codificare i geroglifici fu proprio il tipo di ricerca per cui erano portati".