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26 Agosto 2009 ARCHEOLOGIA
Laura Larcan Repubblica.it
Tuscolo, pietre che raccontano la storia
tempo di lettura previsto 3 min. circa

"Tuscolo è la mia casa. Tuscolo nobilita tutta l'area di Roma. E' un luogo magico. Umido, ma questo umidore gli conferisce qualcosa di dissotterrato, di ancestrale, che piacerebbe tanto a Dante. Mi è capitato di ritrovarmici un giorno e ho scoperto che è un luogo di pietre autentiche. Pietre che raccontano di un passato, che sanno esprimere una storia nel senso più genuino.

E senza memoria non c'è vita". Così Giorgio Albertazzi descrive il Tuscolo l´antica cittadella fortificata del Lazio incastonata nel cuore dei Castelli Romani, tra Monte Porzio Catone e Frascati, fondata secondo la leggenda da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, diventata poi residenza di ricchi romani, primo fra tutti Cicerone che la scelse come suo buen retiro.

Ed a Tuscolo, nella suggestiva cornice del Teatro romano del I secolo a.C. che il grande mattatore porta dal 10 al 12 agosto un progetto teatrale dedicato alla tragedia classica frutto di un´innovativa collaborazione tra la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, ente proprietario del sito, e l´Inda, l´Istituto del dramma antico di Siracusa.

Tre eventi per tre capolavori tra godere tra il panorama notturno dell´area e il ponentino che rende frizzante l´aria. Apre " Edipo a Colono" di Sofocle, dramma della vecchiaia che diventa quasi un´ideale seconda pelle per Albertazzi (lunedì 10 agosto). Segue la "Medea" di Euripide interpretata da Elisabetta Pozzi, insieme a Maurizio Donadoni che veste i panni di Giasone, per la regia di Krystof Zanussi (11 agosto). Chiudono le "Supplici" di Eschilo, dramma corale tradotto da Louis Godart, consulente culturale del Presidente della Repubblica (12 agosto).

Una preziosa mini-stagione che, altra particolarità, porta dal teatro greco di Siracusa, una versione ridotta della scenografia firmata dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas. "Sono stato il padrino di Tuscolo dal 2003", ama dire Albertazzi. A buon diritto. La prima volta ci arrivò nel 2003 per inaugurare il teatro romano fresco di restauro con le sue "Memorie di Adriano".

E non l´ha più lasciato, questo posto, tanto da essere stato insignito della cittadinanza onoraria. "Il teatro è il cuore straordinario di Tuscolo. Le pietre qui sanno parlare. La Yourcenair diceva che quando si ricostruisce qualcosa si deve guardare alle pietre. L'importante è che siano autentiche.

Ecco a Tuscolo tutto è autentico. Qui le pietre ci danno l'impressione di essere vive. Sono le pietre che comunicano un senso di immortalità". A completare l´apertura serale del sito, il 13 agosto, il concerto gratuito con le musiche di Antonio Vivaldi organizzato dall´associazione musicale Castelli Romani.

E di giorno Tuscolo, prossimo a diventare parco archeologico culturale con i suoi cinquanta ettari, diventa una meta tutta da scoprire con il programma di visite guidate gratuite a cura del Gruppo archeologico latino, previste tutte le domeniche, o su prenotazione (ore 10, appuntamento sul piazzale del parcheggio) che offrono due ore di escursione in un´area ricca di reperti antichissimi in parte antecedenti la nascita di Roma, che stanno restituendo ancora oggi sorprendenti gioielli archeologici grazie alla campagna di scavo che dal ´94 porta avanti la Scuola Spagnola di storia e archeologia di Roma.

Dal 7 settembre, infatti, ripartono le operazioni di scavo insieme ad un programma di aperture straordinarie dei siti sotto indagine. Il teatro Romano, costruito intorno al 75 a.C. è infatti solo la punta di diamante. A poco meno di due chilometri più in basso si può oramai scorgere l´anfiteatro da tremila posti nascosto nella vegetazione del cosiddetto "bosco sacro".

Tuscolo, dall´atmosfera fortemente campestre e bucolica, offre un viaggio attraverso l´età arcaica, la Roma repubblicana, la fase imperiale e la tragica epoca medievale che ne ha decretato la distruzione.