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26 Agosto 2009 ARCHEOLOGIA
Roberto Caramelli Repubblica.it
Lazio, tra mare e storia
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Quello laziale è uno dei pochi litorali italiani a poter vantare molte pagine nel libro di viaggio più importante della cultura occidentale, l'Odissea. Nell'Eneide, il poema più rappresentativo dell'epica latina, Virgilio fa arrivare Enea alla foce del Tevere dopo aver toccato Gaeta e il Circeo.

E la costa a nord di Roma fu per gli Etruschi uno degli approdi strategici. Le coste del Lazio, con gli oltre 300 chilometri di litorali (comprese le bellissime Isole Pontine), in gran parte sabbiosi con dune e pinete, e in vari tratti rocciosi con promontori, cale e grotte, raccontano dunque una storia lunga e complessa, fatta di miti e leggende, di battaglie navali e scorrerie, di centri storici sul mare e di importanti scavi archeologici, di scambi culturali con tutto il Mediterraneo.

Certo, non si può tacere che nelle aree vicine alla Capitale, come un po' ovunque in Italia, esistono "agglomerati lineari semiurbani che riproducono sulla riva del mare gli aspetti peggiori delle concentrazioni cittadine", come scrisse Antonio Cederna.

Eppure sono molti i tratti di mare integri. "Di qualità ambientale", riferisce la Guida 2009 del Touring Club e di Legambiente che assegna le "Vele Blu" del Lazio alle spiagge delle Graticciare e delle Murelle (Montalto di Castro), a quelle di Spinnici e Pian di Spille, ai Bagni S.Agostino e Saline (Tarquinia), alla spiaggia di Torre Flavia (Ladispoli), a quella di Capocotta (Ostia), al Lido dei Gigli, a Tor Caldara, alle Grotte di Nerone e a Torre Astura (Anzio), alle Dune di Sabaudia, alla spiaggia di S.Felice Circeo e a quella dell'Angolo (Sperlonga), a Serapo (Gaeta), alla Cala Nave (Ventotene), alla Cala del Porto (Palmarola) e a Chiaia di Luna (Ponza).

Una vacanza sul litorale laziale può essere molto di più di una semplice vacanza di mare, perché al relax in spiaggia si possono abbinare visite a siti archeologici e a borghi medioevali, sport e percorsi nella natura. E si possono scoprire anche prodotti enogastronomici di pregio come il tartufo Scorsone, i carciofi di Tarquinia, gli asparagi verdi di Montalto di Castro, i vini Doc di Cerveteri, il cocomero dell'Agro Pontino, la mozzarella di bufala, il sedano di Sperlonga, il moscato di Terracina, le olive e le alici di Gaeta, le lenticchie di Ventotene.

Dal mare della Maremma laziale si può raggiungere facilmente il borgo medioevale di Tarquinia, dove vanno visitate la chiesa romanica di S.Maria di Valverde, S.Maria di Castello, il Duomo e Palazzo Vitelleschi che è anche sede del Museo Nazionale Etrusco.

Non lontana dalla costa, la Necropoli di Tarquinia, sulla collina di Monterozzi, Patrimonio Unesco, con oltre 6000 tombe etrusche. Ancora archeologia alla Necropoli di Vulci, con centinaia di tombe etrusche scoperte lungo il fiume Fiora, sacro nell'antichità. Un gioiello di architettura medioevale è il centro storico di Viterbo con Piazza del Plebiscito, il Palazzo Comunale e quello dei Papi, la Cattedrale di S.Lorenzo.

Nella provincia di Roma, tra l'Aurelia e il mare, non lontano da Ladispoli, il cemento ha risparmiato l'area di Palo Laziale, un raro esempio di bosco di querce caducifoglie sulla costa; all'interno dell'oasi protetta dal WWF, il Castello Odescalchi e gli itinerari naturalistici. Suggestivi i ruderi l'antica Torre Flavia, circondata dal mare, non lontana da S.Severa dove domina il mare il Castello-borgo costruito sull'antico sito di Pyrgi, città portuale etrusca.

Non poteva mancare, in quest'area che fu abitata dagli Etruschi, una necropoli, quella di Cerveteri, chiamata "della Banditaccia", che si estende per 10 km: una vera e propria città dei morti, con le tombe allineate come case lungo le strade. Non lontano da Cerveteri, il borgo medioevale di Ceri che si anima nella serate d'estate. Ideale per gli sport acquatici, Santa Marinella: c'è anche qui un Castello Odescalchi.