Le torri fanno parte del patrimonio storico del XVIII Municipio. Questi piccoli articoli sono finalizzati a far conoscere i monumenti nascosti alla maggior parte dei Cittadini Romani che, pur transitando in auto per anni davanti a queste opere, non ne conoscono la storia e ne ignorano la bellezza. Logicamente darò solo notizie frammentarie non esaustive.
Le Torri erano, per la maggior parte, adibite alla difesa, al presidio e alla segnalazione, sono conosciute anche come Torri Semaforiche. La loro funzione fu importantissima specialmente durante le invasioni barbariche e le incursioni saracene. Le Torri sono dislocate dal mare sino al Vaticano.
Torretta di Porta Pertusa è la prima, subito dopo le mura vaticane. Essa domina da un lato Valle Aurelia e Baldo degli Ulbaldi e dall´altro la Valle del Gelsomino e Via Gregorio VII con vista sino a Villa Carpegna. Ha base circolare di tre metri di diametro ed è alta circa sette metri, si trova all´interno di Villa Pacelli in via Aurelia civ.290. La Villa fu donata nel 1946 da Pio XII alla Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.
La seconda è Torre Rossa sita sulla via omonima all´interno della Domus Pacis a fianco del Torre Rossa Park Hotel. La Torre, più volte restaurata nel corso dei secoli, ha conservato il suo aspetto originario. E´alta circa dieci metri, a base quadrata e sulle pareti esterne sono visibili i mattoni rossi che le hanno dato il nome.
La Torre, anticamente isolata, è parte di una villa, molto bella, del tardo ´400, all´interno della quale si possono ammirare, sulle volte di alcuni saloni, dei magnifici affreschi del ´600. Nel giardino circostante vi sono molti reperti archeologici di epoca romana e due fontane, una delle quali ha il giglio dei Farnese. Questo particolare fa presupporre che il cardinal Alessandro Farnese, futuro Paolo III, ospitasse qui la dama da lui amata.
Torretta Troili è sita in via della Faggella, all´incrocio dei tratti suburbani della via Aurelia. La torretta, costruita sui resti di una antica villa romana, prende il nome dagli ultimi proprietari che ne posero lo stemma sulla facciata. Essa è di forma quadrata, ogni lato misura metri 5, è alta circa 8 metri e i muri hanno lo spessore di 1 metro.
Per la costruzione sono stati utilizzati materiali edili di recupero, come i mattoni e pietrame vario, mentre per la parte superiore, per renderla più visibile, sono stati impiegati spezzoni di marmo e selce. Per stabilizzare la struttura sono stati messi in opera, alla base degli spigoli, Nord e Sud, dei contrafforti in selce aventi forma rotonda. Torretta Troili domina tutta Val Cannuta o Valcannuta, nome derivante dagli antichi toponimi Canneolus (sec. VII) e Canotuli (sec. XI), nomi che indicavano i numerosi canneti della zona. La torretta e le terre circostanti fecero parte dei possedimenti della Chiesa sin dai tempi di Onorio I (625-638).
Nei paraggi della Torretta furono eseguiti degli scavi archeologici, tra il 1880 e inizio 1900, che portarono alla luce cunicoli di epoca imperiale, alti circa 2 metri, larghi 1 metro e con il soffitto a botte e intonacato. Nel 1881 fu scoperto l´ipogeo di un sepolcro con cinque loculi e numerose lastre di marmo con iscrizioni. Torre di Acquafredda si trova sulla via omonima al civ. 88/a all´interno del parco naturale.
Il nome di Acquafredda (fundus Aque frigidule) si legge per la prima volta in una bolla del 1176 di Papa Alessandro III che conferisce questa tenuta ai monaci di San Pancrazio. Il nome deriva dal torrente Algidon, ora Acquafredda, che affluisce nel fiume Magliana. La Torre fu costruita nel XIII secolo sui resti di una villa romana. Nel secolo XVI, quando il possedimento era affittato a Giovanni Consolo da Rognano, la torre fu inglobata in un casale.
La Torre ha pianta rettangolare, i muri sono costruiti con pietre di selce miste a spezzoni di marmo. La parte superiore è stata modificata in epoca moderna, come si può desumere dal tetto inclinato. Nella tenuta di Acquafredda, come narra lo storico latino Procopio nel Bellum Gothicum, Totila, il re dei Goti, eresse qui nel 547 d.C. il suo accampamento, prima di sferrare l´attacco contro Roma.
All´interno della tenuta Acquafredda la presenza dell´uomo risale alla Preistoria. Molto probabilmente vi è stata la presenza degli Etruschi: si sta infatti studiando una grotta che, presumibilmente, è una tomba rupestre ipogea. E´ scavata nel tufo ed è costituita da un camerone iniziale, sorretto da un grande pilastro di tufo, da cui parte un lungo corridoio, ai cui lati si aprono a coppia, in forma simmetrica, quattro cappelle laterali. I contadini l´hanno sempre chiamata la "grotta", ma la struttura è quella di una tomba etrusca del VII secolo a.C.
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