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3 Agosto 2009 ARCHEOLOGIA
Paul Tugwell Bloomberg.com
Gli scavi a Cipro rivelano che i primi insediamenti possono essere più antichi di quanto si pensasse
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Gli archeologi a Cipro hanno trovato prove che gli abitanti delle isole del Mediterraneo possono avere abbandonato uno stile di vita nomade per stabilirsi in insediamenti agricoli prima di quanto fosse precedentemente creduto.

Gli scavi nel sito di Politiko-Troullia, nei pressi della capitale Nicosia, hanno evidenziato una serie di case disposte attorno ad un cortile comune, e la prova di un allevamento intensivo di animali e di colture di trasformazione, in base ad una dichiarazione di oggi sul sito Web del Ministero degli Interni cipriota del pubblico Ufficio Informazioni.

Gli scavi hanno rivelato la metallurgia del rame e una sofisticata tecnologia della ceramica durante la parte centrale delll´Età del Bronzo, ossia tra 4.000 e 3.500 anni fa. Sino ad oggi gli archeologi ritenevano che tali insediamenti, poi destinati ad evolversi in città, si fossero sviluppati solo verso la fine del Medio Bronzo.

Si pensa che Cipro, la terza isola più grande del Mediterraneo, sia stata abitata si da circa l´8.800 a.C., secondo il British Museum. I risultati degli scavi, guidati da docenti della Arizona State University e con il coinvolgimento di studenti provenienti da Cipro, Stati Uniti e Canada, "aprono una finestra archeologica sulle comunità che hanno fornito le basi per la civiltà urbanizzata su Cipro" alla fine del Bronzo, come la dichiarazione detto.

I lavori sul campo rivelano ampie prove della comunità Bronzo che ha preceduto l'antica città di Tamassos, fondata nella successiva età del ferro, in base alla dichiarazione. In contrasto con le altre città-stato a Cipro, in precedenza non vi erano indicazioni precise circa la fondazione di Tamassos come un importante città commerciale.

Per contattare il reporter su questa storia: Paul Tugwell ad Atene a ptugwell1@bloomberg.net