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24 Luglio 2009 ARCHEOLOGIA
Dr Marcello d’Andrea Arezzo Notizie
Scavi archeologici al sito di Trebbio, presso Sansepolcro
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Nell´alta ValTiberina toscana, alla periferia di Sansepolcro in località Trebbio, è in corso da alcuni anni un progetto di ricerca sull´archeologia preromana diretto dalla prof.ssa Adriana Moroni (Unità di Ricerca di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze ambientali "G. Sarfatti" dell´Università di Siena) di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e in stretta sinergia con il Centro Studi sul Quaternario onlus di Sansepolcro (www.cesq.it), che lavora in convenzione scientifica con l´Università di Siena e partecipa al finanziamento degli scavi, associa nel proprio consiglio direttivo rappresentanti del G.R.A.S. (Gruppo Ricerche Archeologiche Sansepolcro), del Comune di Sansepolcro (che è anche concessionario del sito di scavo) e del Dipartimento di Scienze ambientali "G. Sarfatti" dell´Università di Siena medesima.

Il cantiere è stato aperto il 9 luglio c.a. mentre la campagna di scavi vera e propria comincerà a partire dal prossimo 13 luglio per proseguire fino all´8 agosto.

Nell´Alta Valtiberina l´attività svolta ormai da circa trent´anni dall´Università di Siena e dal G.R.A.S. di Sansepolcro, poi successivamente anche dal CeSQ onlus, ha portato alla scoperta e alla successiva indagine di una notevole quantità di siti archeologici compresi in un arco cronologico che va dalla Preistoria più antica (Paleolitico inferiore, 130.000-100.000 anni fa) all´epoca medievale (per consultare rapidamente un elenco dei lavori specialistici pubblicati: http://www.cesq.it/pubblicazioni.htm )

Le indagini nel sito di Trebbio hanno avuto inizio a partire dal 1990 ma solo nell´estate del 2000 si è dato l´avvio a vere e proprie campagne di scavo stratigrafico. La ricerca riguarda il periodo compreso tra la fine del IX e il VI sec. a.C. (I età del ferro). Si tratta di un momento cruciale nella storia delle comunità poiché è in questo arco di tempo che, in Italia centrale, si assiste alla formazione dei primi centri proto-urbani.

Dal 2007 la prof.ssa Moroni ha coinvolto nelle indagini del sito di Trebbio il prof. Marco Pacciarelli, docente di Preistoria e Protostoria presso l´Università "Federico II" di Napoli, che si è occupato a lungo di problemi connessi con la formazione delle prime città in Italia. La ricerca si avvale anche di importanti collaborazioni nel campo delle scienze geologiche e naturali, tra cui quella del prof. Marco Benvenuti dell´Università di Firenze che sta ricostruendo con un approccio all´avanguardia il lungo processo di formazione dell´attuale paesaggio.

I ritrovamenti di Trebbio rivestono un´enorme importanza scientifica sia nell´ottica locale che in quella nazionale. Si tratta infatti di un centro abitato molto vasto, di almeno 20-25 ettari, formatosi almeno dall´VIII secolo a.C. e perdurato fino al VI secolo a.C. La sponda orientale del Tevere, che oltre a essere una fondamentale via di transito per gli scambi era anche un confine cruciale tra le comunità etrusche, com´è noto occupanti il territorio a ovest del fiume e quelle italiche. A queste ultime – anche per i caratteri culturali dei manufatti finora scoperti – è attribuibile, probabilmente, questo insediamento, che sarebbe dunque uno dei più vasti e antichi centri abitati dei popoli italici. La collocazione a ridosso del Tevere fa pensare che per l´abitato del Trebbio avessero notevole importanza le attività di produzione e scambio, ipotesi avvalorata dai notevoli resti di attività di produzione della ceramica su larga scala (la fedele ricostruzione di un forno trovato negli scavi è esposto nelle sale del CeSQ onlus: http://www.cesq.it/esposizione.htm e http://www.cesq.it/fornace.htm ). Questo aspetto riveste tra l´altro un notevole rilievo generale per la riflessione storica, in quanto contribuisce ad evidenziare l´incidenza del fattore commerciale per la nascita dei primi centri urbani.

Dr Marcello d´Andrea

Presidente Centro Studi sul Quaternario onlus, CeSQ onlus, www.cesq.it, info@cesq.it, gras@cesq.it