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24 Luglio 2009 ARCHEOLOGIA
AP online (The Associated Press)
L'UNESCO denuncia importanti danni apportati all'antico sito di Babilonia dai soldati americani
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Gli esperti dell'UNESCO dicono che i militari USA in Iraq hanno provocato considerevoli danni ad uno dei siti archologici più importanti del mondo.

L'agenzia culturale dell'ONU si augura che Babilonia diventi parte del Patrimonio dell'Umanità, al fine di prevenire ogni altro vandalismo in caso di guerre future.

Più antico di 4000 anni, il sito era considerato una delle sette meraviglie del Mondo Antico. Babilonia si trova a 90 km a sud di Bagdad. Dopo l'invasione da parte degli Stati Uniti, nel 2003, il sito fu occupato dai militari col nome di "Camp Alpha."

Il rapporto UNESCO presentato martedì scorso dice che le truppe americane ed i suoi operatori hanno scavato trincee linghe centinaia di metri attraverso i resti archeologicim livellando alture e guidando veicoli pesanti sulle fragili pavimentazioni degli antichi viali delle processioni.

Ieri il governo olandese ha restituito dozzine di antichi oggetti rubati in Iraq all'ambasciatore di Bagdad ed ha inviato gli altri paesi a bloccare ogni traffico illecito di antichità.

I 69 pezzi restituiti includono sigilli cilindrici di pietra, antichi oltre 4000 anni, ed un rilievo di terracotta che raffigura un uomo barbuto in preghiera.

"Questi oggetti non possono essere né venduti né comprati" ha detto Diederik Meijer, archeologo del Museo Nazionale delle Antichità dell'Olanda, che esporrà i tesori prima di restituirli all'Iraq. Il Dr Meijer ha rifiutato di compiere una valutazione venale degli oggetti, perché potrebbe incoraggiare il traffico illegale.

Nonostante gli sforzi compiuti contro la distruwione dei siti storici, i saccheggi continuano in Iraq. Il Dr Meijer ha mostrato la foto aerea di uno scavo ufficiale, circondato da vicino da scavi illegali.

Il Ministro della Scienza olandese, Ronald Plasterk, ha detto che gli oggetti rubati sono stati recuperati da commercianti d'arte olandesi dopo che la polizia li aveva informati che si trattava di oggetti rubati. Le autorità doganali degli USA e l'Interpol avevano messo in guardia le autorià olandesi sul fatto che tali oggetti stavano per essere venduti nei Paesi Bassi.

Mr Plasterk ha deto che gli oggetti provengono dalla "culla della civiltà", la Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Tra gli oggetti che Mr Plasterk ha consegnato all'ambasciatore dell'Iraq, Siamand Banaa, c'era il frammento di una targhetta con un'iscrizione del re Nebuchadnezzar datato all'anno 570 a.C.

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