Era nella sacrestia della Cattedrale da sempre, incastonato in una cornice degli inizi del Novecento, ma quel quadro che raffigura il Patrono della città San Giovanni appartiene a un periodo ben precedente. Ad accorgersene è stato l'artista e ricercatore cesenate Alex Cavallucci che ha identificato nel dipinto l'unica opera presente in città attribuibile al pittore forlivese del 1500 Livio Agresti. Se fosse messo all´asta, potrebbe essere quotato attorno a 150mila euro.
All'origine della preziosa scoperta c'è l'incarico dato nel 2007 dal responsabile dei beni artistici della Diocesi di Cesena-Sarsina Pietro Turchi a Cavallucci con lo scopo di valutare lo stato di conservazione di due dipinti facenti parte della collezione della curia. "In quel frangente - spiega il ricercatore cesenate - mi sono accorto di questo piccolo quadro. Mi sono offerto di ripulirlo rimuovendo un´antica vernice protettiva molto ingiallita e successivamente ho proceduto all´aggiunta di pigmento in piccolissime parti del dipinto. Il dipinto era in condizioni di conservazione ottimali, data l´epoca di esecuzione e il supporto metallico che non favorisce l´assorbimento del colore. Ho capito subito che si trattava di un Agresti e, dopo un confronto con l´esperto Giordano Viroli di Forlì, ho reso pubblica questa importante aggiunta al catalogo del pittore forlivese".
II dipinto, di proprietà della Diocesi di Cesena-Sarsina, raffigura San Giovanni Battista ed è stato eseguito da Livio Agresti in una fase avanzata della sua attività. È databile verso la fine degli anni Sessanta del Cinquecento, fra il 1568 e il 1573 circa, anni in cui l´Agresti si trovava impegnato tra Tivoli e Roma, al tempo della realizzazione della bella Pala Pellucchi in Santa Maria della Consolazione. Tutto il lavoro di ripulitura, ma soprattutto di ricerca storica, è stata compiuta gratuitamente da Cavallucci a favore della Diocesi e della città di Cesena.
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