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25 Giugno 2009 ARCHEOLOGIA
adnkronos
ARCHEOLOGIA: ROMA, AL FORO E AL PALATINO RIVIVONO ANGOLI DIMENTICATI
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Roma - Si riaprono le porte di alcuni siti archeologici romani da tempo chiusi e dimenticati. Con l'iniziativa 'Archeologia d'estate' organizzata dalla sovrintendenza archeologica di Roma da venerdi' prossimo sono state programmate alcune visite straordinarie nell'area del Foro Romano e sul Palatino. Per questa estate anche il Colosseo si veste di nuovo. Infatti, il monumento piu' conosciuto nel mondo, sara' illuminato da una mongolfiera che brilla sull'arena come la luna piena. Spettacoli serali con ingresso gratuito saranno organizzati nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Crypta Balbi, Palazzo Altemps.

''Abbiamo scelto aree, monumenti di difficile accesso, che non possono essere aperti al pubblico in maniera indistinta - spiega Angelo Bottini, soprintendente per i beni archeologici di Roma - Una parte del patrimonio artistico romano, infatti - aggiunge - non puo' essere fruito liberamente ma solo con la presenza di accompagnatori, personale che non sempre e' disponibile a causa delle limitate risorse. Per questo - conclude - abbiamo cercato di cogliere questa occasione per consentire un ritorno a quei posti poco conosciuti''.

L'obiettivo di ''Archeologia d'estate'', iniziativa voluta da Antonia Pasqua Recchia, responsabile della direzione generale per l'Innovazione del ministero per i Beni culturali, e' infatti riscoprire i luoghi dimenticati e renderli fruibili. Riapre la Casa dei Grifi, la piu' antica fra le case repubblicane fino ad ora trovate sul Palatino; l'Aula Isiaca, una sala parzialmente conservata pertinente a una casa signorile d'eta' repubblicana; la Loggia Mattei, opera di Baldassarre Peruzzi e dei suoi allievi; il Tempio di Romolo, costruito dall'imperatore Massenzio in memoria del figlio Romolo morto nel 309 d.C. e divinizzato; l'Osservatorio dei Quaranta Martiri, che ricorda l'episodio che vide altrettanti soldati martirizzati in Armenia durante l'eta' di Diocleziano; la Casa di Livia, moglie di Augusto, dove e' in corso il restauro degli affreschi molto compromessi dal tempo.