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17 Giugno 2009 ARCHEOLOGIA
marsal@.it
Nuova campagna di scavo al Parco Archeologico
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Al via una nuova campagna di scavi nel parco archeologico lilybetano, che ha già dato i primi frutti, con la rimessa in luce, dopo più di duemila e duecento anni, delle imponenti fortificazioni puniche. Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca e nella valorizzazione del territorio e di questo parco urbano, in cui, contestualmente, continueranno per tutta l'estate, i lavori per la valorizzazione turistica con la realizzazione di percorsi guidati, postazioni video e sentieri lungo il percorso di visita. La dottoressa Rossella Giglio, dirigente del Servizio per i Beni Archeologici, ha predisposto un'apposita convenzione scientifica per il proseguimento della ricerca con due istituti di Archeologia delle Università di Amburgo e di Palermo, rappresentati dai professori Inge Nielsen e Nicola Bonacasa. La Giglio sottolinea che: "la Soprintendenza è riuscita a mantenere l´impegno della ricerca grazie alla stipula di una convenzione con le due Università anche senza l´opportunità di appositi finanziamenti". A distanza di un anno dagli ultimi scavi, si cerca di verificare l´andamento delle antiche fortificazioni lilibetane nella stessa area dove è evidente l´andamento del fossato punico che sfocia al mare. "E´ strategica la rimessa in luce delle mura di fortificazione di età punica sul porto di Lilibeo – dice la Giglio - e la verifica della probabile esistenza di una porta monumentale" La Soprintendenza potrà verificare molti dati che in questi ultimi anni sono stati ampiamente dibattuti dopo le recenti campagne di scavo, le cui tappe principali sono state: il 1999 con il ritrovamento della necropoli sul promontorio di Capo Boeo, il 2002 con la rimessa in luce del decumano massimo e le importanti tombe bizantine con iscrizioni dipinte in lingua greca, il 2005 con la ricerca nell´area della chiesa di San Giovanni, e il ritrovamento della statua della Venere Lilibetana e il 2008 con la rimessa in luce delle fortificazioni costiere, di un nuovo tratto del decumano massimo e del tempio di Iside.Il decumano massimo, oggi viale Vittorio Veneto, sarà il fulcro del parco: nel momento in cui finiranno i lavori di valorizzazione del parco archeologico e si aprirà al pubblico, in un organico piano di gestione, sarà possibile definire orari e modalità diverse di ingresso per residenti e non. "Le strade antiche – aggiunge Rossella Giglio - sia il decumano massimo che le piccole strade laterali, sono lastricate con basole della pietra più comune del territorio, la cosiddetta pietra bianca di Trapani". La rimessa in luce di un altro degli ingressi fortificati della città punica evidenzia la presenza delle mura che difesero la città nell´assedio durante la prima guerra punica. Lo scavo in corso sta confermando che la conformazione naturale del promontorio era stata integrata con un articolato sistema di fortificazioni artificiali, una possente cinta muraria larga fino a 7 metri, munita di torri quadrangolari, poste a distanze regolari: un complesso sistema difensivo non rettilineo, che segue la linea di costa, come avevano già evidenziato le precedenti ricerche dirette dalla Giglio.