Aquila - Un comitato nato con un programma ben preciso. Sviluppare un programma di ricerca alla messa in luce dei resti dell'antico Municipium romano di Aveia, i cui resti sono collocati nel comune di Fossa, uno dei centri della provincia de L'Aquila maggiormente colpiti dal recente sisma che ha colpito l'Abruzzo. E' il Comitato per le ricerche archeologiche a Fossa (Aq) che si e' costituito il 22 maggio a seguito dell'intesa stabilita tra la Soprintendenza archeologica per l'Abruzzo e l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte. Domani, nella tendopoli di Fossa, alle 10, 30, la soprintendenza archeologica per l'Abruzzo presentera' l'attivita' e gli obiettivi del Comitato al quale hanno aderito, tra gli altri, Adriano La Regina e Maria Carla Somma, docente di Archeologia medievale presso l'Universita' di Chieti.
Le motivazioni che hanno stimolato l'avvio dell'intervento risiedono nella volonta' di dare un contributo affinche' ai danni causati dal sisma non segua anche una drastica interruzione della ricerca archeologica nei territori colpiti.Il centro abitato e il territorio hanno finora restituito rilevanti vestigia di una storia millenaria, la cui piu' antica testimonianza e' rappresentata dalla grande necropoli vestina frequentata dall'eta' del Ferro al II secolo a.C., anch'essa non esente da danni provocati dal sisma. Alcuni resti archeologici indicano inoltre l'ubicazione della successiva e contigua citta' romana di Aveia, articolata su una serie di terrazze affacciate su un ampio terreno pianeggiante, ove dovevano estendersi il Foro e i quartieri abitativi. Il fatto che, a tutt'oggi, il centro non sia conosciuto dal punto di vista archeologico e' con ogni probabilita' da imputarsi a una catastrofe naturale, forse non dissimile da quella che ha di recente sconvolto la provincia de L'Aquila, che ne avrebbe obliterato i resti.
La ricerca nel sito intende dunque rappresentare un significativo segnale di ripresa, ponendosi anche come obiettivo l'armonizzazione fra i futuri interventi di ricostruzione e le attivita' di ricerca e di tutela del patrimonio culturale locale, nella convinzione che mantenere viva la salvaguardia di un paesaggio storico ancora intatto e tanto significativo quale quello della provincia de l'Aquila costituisca il contributo piu' importante che la comunita' archeologica possa oggi offrire alla ripresa di quel territorio.
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