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3 Giugno 2009 ARCHEOLOGIA
Mario Incatasciato Ingegnicultura
Geoturismo come scoperta e comprensione delle bellezze geologiche negli iblei. Siti ad elevato valore scientifico e paesaggistico
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La provincia di Ragusa ha un vario ed interessante patrimonio geologico. Trattasi di siti abbastanza suggestivi del tipo idrologico- idrogeologico, geologico –stratigrafico e geomorfologico.

La Conca del Salto a Modica si trova a valle del fiume Fiumara e rappresenta un esempio di sito idrogeologico; la sorgente Micenci e i Pantani di Ispica, come il tratto di costa compreso tra Punta Ciriga e Punta Castellazzo sono sicuramente validi esempi del geomorfologico, mentre di significato geologico-stratigrafico sono gli affioramenti Cretaceo-Eocenici della Formazione Amerillo in territorio di Giarratana.

In questi anni si registra una grande attenzione e tanto interesse per il paesaggio ed in particolare per i beni naturali, tra cui le componenti geologiche e quelle geomorfologiche che da sempre hanno costituito oggetto di richiamo per la loro spettacolarità. Ne è prova che luoghi come la Monument Valley negli Stati Uniti, o i geyser islandesi o Ayers Rock in Australia sono visitati da tantissimi turisti alla ricerca di forti emozioni.

Oggi la pianificazione dell´uso del territorio presuppone la necessità di avere un quadro completo dei beni che insistono su di esso, siano essi paesaggi culturali o naturali di alto pregio.

Gli elementi che conferiscono valore al paesaggio fisico costituiscono un forte potenziale di ricchezza economica.

I siti ad elevato valore scientifico e paesaggistico se sapientemente valorizzati e se resi pubblici possono assumere un forte potere trainante per l´economia del territorio e per l´educazione dei giovani al rispetto dell´ambiente. La progettazione di sentieri geologici, con l´inserimento di geositi in percorsi didattici scientifici e culturali a carattere pluridisciplinare, consentirebbe la fruibilità del territorio non solo ai fini turistici, ma anche divulgativi e formativi. Anche la provincia di Ragusa ha la potenzialità per creare sentieri geologici, magari con inclusi punti di osservazione panoramici, aree ricreative e di sosta. Nel suo territorio sono presenti, infatti, geositi di grande impatto ambientale e con una marcata caratterizzazione paesaggistica.

La Conca e la Grotta del salto sono da inquadrare geograficamente all´interno degli Iblei esattamente lungo il corso della Fiumara di Modica, una striscia di terra, larga non più di quattro- cinquecento metri che sinuosamente si allunga, seguendo per circa sette chilometri il corso del Torrente motycano dalla periferia sud-ovest della città, fino a Scicli.

Al chilometro 4, 2 dalla città di Modica sulla sinistra della provinciale per Scicli una selva di arbusti d´euforbia segnala una conca: un dislivello di circa 20 metri, dal quale l´acqua, in doppia lingua, dopo aver scavato un canale nella roccia carsica si precipita giù fra molti spruzzi che svaporano nell´aria circostante.

L´origine della cascata è da collegare all´attività tettonica post messianica, responsabile dell´attuale assetto.

In località Salto, tramite una stradina rurale è possibile giungere al letto della Fiumara da dove risalendo per circa 1000 metri si giunge ad un laghetto posto ai piedi della cascata. La cosa più importante del Salto non è solo lo spettacolo della Cascata, ma anche il fenomeno carsico delle grotte sotterranee. In questa zona tramite ispezioni sotterranee sono state scoperte sei grotte meravigliose con presenza di stalattiti e stalagmiti e laghetti interni.

Dalla sponda destra del laghetto è possibile accedere ad una grotta carsica, il cui vasto atrio si sviluppa alle spalle della cascata, che può ritenersi la meraviglia delle meraviglie. E´ la Sala dei Lampadari, così detta per la presenza di una miriade di stalattiti a grappoli, normali ed eccentriche, bianche e di vario colore.

Il sito è interessante dal punto di vista carsico, infatti in esso si possono osservare due tipi di morfologie: una di tipo superficiale e l´altra di tipo ipogea.

La Conca del Salto è anche una vera e propria oasi di specie vegetali. Sono presenti ciclamini, narcisi, giaggioli, capperi, capelveneri, nepitella, ranuncoli, biancospini, timo, mirto, euforbie. Un po´ più rada è la vegetazione arborea costituita da salici, melograni, albicocchi, noci, bagolari.

La sorgente Micenci si trova lungo la spiaggia nei pressi di Donnalucata. Trattasi di acquiferi carbonatici, permeabili per fessurazione e carsismo, alimentati direttamente dalle precipitazioni sotto forma di infiltrazioni generalmente drenati alla base da alcune sorgenti e caratterizzate da portate anche elevate. Questa sorgente scaturisce sulla battigia formando una piccola conca d´acqua, ma è presumibile che la vera scaturigine sia più profonda rispetto alla polla che sgorga dalla sabbia.

La costa del comune di Ispica è compresa fra le foci delle due maggiori paludi del sud est della Sicilia: il pantano Longarini ed il Pusaidone . L´ampia insenatura che si trova tra la foce del Pantano Longarini e Punta Castellazzo fu chiamata dai Greci e dai Romani Porto Ulisse a ricordo delle peregrinazioni dell´eroe di Itaca, mentre dagli Arabi ebbe l´appellativo di Marza.

In questo sito oltre al Pantano Longarini è presente il Pantano Bruno che è alimentato da un bacino poco esteso che non arriva mai al totale prosciugamento. E´inoltre presente il cosiddetto Gorgo Salato di forma allungata ed arcuata, privo di emissario superficiale, e ricco di vegetazione palustre.

Dal punto di vista morfologico la zona è rimasta allo stato naturale, solo in seguito ad opere di bonifica e di antropizzazione i pantani occidentali ad acqua dolce sono stati colmati, mentre quelli orientali ad acqua salina si sono mantenuti.

Nel 1988 i pantani Longarini, Bruno e Gorgo Salato sono stati inseriti nel patrimonio delle risorse naturali regionali.

L´Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha annoverato questi luoghi come ambienti da preservare e proteggere. Essi, infatti, oltre ad ospitare uccelli limicoli, svernanti ed unici nel loro genere, sono stazioni di sosta di migratori acquatici e presentano una ricca varietà di vegetazione alofila ed igrofila.

Nella zona della Marza trovasi Punta Ciriga e Punta Castellazzo, un tratto di costa di circa due chilometri formato da una falesia alta mediamente metri dieci, comprendente grotte naturali, scogli e faraglioni fra cui il principale chiamato "Scoglio Iannuzzo".

Ultimamente sono state realizzate delle barriere frangiflutti a protezione della costa.

Questa costa come è noto è soggetta a spostamenti in arretramento o avanzamento. Il tratto basso fra porto Ulisse e Punta Muro ha subito nel tempo un notevole avanzamento mentre la costa alta fra Punta Castellazzo e Punta Ciriga viceversa è stata soggetta ad un processo di arrettramento.

L´itinerario da noi proposto rappresenta sicuramente un esempio di gestione integrata e di recupero ambientale di sicuro interesse scientifico e turistico.

Itinerario proposto da Ingegnicultura, laboratorio di progettazione e servizi per l´ingegneria e i beni culturali di Modica.

Portale: www.ingegnicultura.it

e-mail: cultura@ingegnicultura.it