NAPOLI - Colori antichi e dettagli mai visti, una nuova luce sulla storia della pittura romana: il Museo archeologico nazionale di Napoli ritrova dopo un lungo lavoro di restauro e riallestimento la sua collezione di affreschi pompeiani, oltre 400 opere restituite dalle città vesuviane distrutte dall'eruzione del 79 d.C. e recuperate dalla metà del XVIII fino al Novecento.
Dalle pitture a incrostazione, alle megalografie in cui principi, filosofi e personificazioni si stagliano su un rosso pompeiano, dalle architetture illusionistiche agli arabeschi, il visitatore potrà cogliere nuovi particolari svelati grazie alla pulitura e revisione ottenuta dei recenti restauri che hanno consentito ai maggiori specialisti di compiere nuove scoperte, confermare o rivedere interpretazioni iconografiche, ricostruire i contesti di provenienza, approfondire generi peculiari come la pittura popolare o il ritratto, indagare tutti gli aspetti della tecnica pittorica e dell'organizzazione dei cantieri.
L'esposizione, che sarà permanente, a cura di Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo (neo direttrice del Museo napoletano), consente così di compiere un viaggio per immagini attraverso il mondo greco-romano: dagli dei ed eroi del mito ai rituali del sacro, dalle scene di vita quotidiana fino all'erotismo, dai ritratti agli incunaboli della natura morta e del paesaggio. Il percorso espositivo si apre con una sala dedicata alla tecnica, nella quale sono presentati esempi di graffiti preparatori, sinopie, pitture su marmo, ciotole di colori e strumenti di misurazione. Segue la sala dedicata alla scoperta delle pitture, all'influenza che esse ebbero sulla moda e sul gusto neoclassico e comprende il primo affresco staccato a Pompei.
Si continua, in ordine cronologico, con le pitture di II stile distribuite secondo i contesti di riferimento, come la villa di Boscoreale e la Casa di Giasone; la sala dedicata al III stile comprende una serie di elementi decorativi e di grandi quadri nei quali il paesaggio predomina sulla figura umana; la sala successiva presenta due case di prestigio, quella di Meleagro e quella dei Dioscuri, esemplificative della pittura di IV stile (I secolo d.C.) che comprende opere di grande fama, quali 'Le nozze di Hera e Zeus', 'Achille e Briseide', 'Il Sacrificio di Ifigenia', 'Piritoo e il Centauro', 'Enea ferito', 'Marte e Venere', 'Arianna abbandonata'; a seguire le sale delle nature morte e dei paesaggi, quella della pittura popolare e dei ritratti. La riapertura della sezione è curata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei retta da Pietro Giovanni Guzzo ed è promossa dalla Regione Campania, assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, nell'ambito del progetto "Sei viaggi in Campania 2009". Da settembre anche la Collezione Farnese, la più grande raccolta storica di statue antiche al mondo, dopo il riallestimento e restauro, diverrà parte integrante della collezione permanente del Museo.
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