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1 Maggio 2009 ARCHEOLOGIA
Marco Gasperetti Corriere della Sera
La chiesa che nasconde un mistero: «Qui c'è la tomba di Caravaggio»
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PORTO ERCOLE – C´è una chiesa dedicata a Sant´Erasmo sulla collina di Porto Ercole, a picco sul mare, davanti a un antico forte spagnolo. Piccola, graziosa, quasi insignificante da un punto di vista architettonico. Eppure sotto il pavimento o in un´intercapedine dell´altare quel luogo di culto dimenticato dai più potrebbe nascondere un segreto straordinario: la tomba di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. «Io ne sono sicura» dice Giovanna Anastasia, l´archeologa che nel 2001 recuperò l´atto di morte del pittore, un documento definito straordinario dagli storici dell´arte.

GLI STUDIOSI A PORTO ERCOLE - Alcuni giorni fa a Porto Ercole sono arrivati i primi studiosi per capire quale sia il modo migliore e meno invasivo per accedere alla cripta. Oggi il locale sotterraneo è murato e le botole di accesso sono state riempite di materiale di scarto impiegato alcuni anni fa da un´impresa edile per il rifacimento di parte del pavimento della chiesa. C´è però la possibilità che la tomba di Caravaggio sia stata tumulata sotto l´altare. In questo caso sarebbe necessario spaccare il pavimento per poter accedere. Lavori di una certa entità. Ma pienamente giustificati perché potrebbero portare a un ritrovamento eccezionale nel pieno della cerimonia dei 400 anni della morte del pittore.

LA MORTE AVVOLTA NEL MISTERO - La storia della morte di Michelangelo Merisi è oscura e straordinaria, come la sua vita. Accusato di un omicidio, in fuga, forse ferito e in preda a febbri malariche, sbarcò a Porto Ercole e qui morì nell´ospedale di Santa Maria Ausiliatrice. I resti furono sepolti in un cimitero che allora si trovava in paese. Poi nel 1956, durante i lavori di urbanizzazione, la tomba di Michelangelo Merisi fu individuata e i resti, secondo alcune testimonianze, sarebbero stati traslati dall´allora parroco nella chiesa di Sant´Erasmo. Il sacerdote trovò anche l´atto di morte del pittore. Anch´esso andò perduto sino al ritrovamento nel 2001 d Giovanna Anastasia. «L´atto di morte non specifica le cause del decesso (vi è scritto soltanto "per malattia"), e il luogo e la data del decesso, anticipata di un anno (1609 invece che 1610) perché allora in questi luoghi si seguiva il calendario senese – spiega Anastasia -. Il pittore fu sepolto il 19 luglio nel cimitero di San Sebastiano nella parte nuova dell´attuale cittadina. Allora il camposanto era un luogo di periferia, sabbioso e ventoso, davanti a una grande spiaggia». Grazie ad alcuni esami biologici e genetici, si potrebbe conoscere le cause che stroncarono la vita del "dipintore" a soli 39 anni (anche queste avvolte nel mistero) e ricostruire con speciali software il vero volto dell´artista, l´altezza e la corporatura. Tra una decina di giorni ci sarà una nuova ispezione nella chiesa di Sant´Erasmo e probabilmente tra un mese si deciderà se scavare o meno.

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