sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
30 Aprile 2009 ARCHEOLOGIA
The Herald
Nessuna revisione della condanna di William Wallace per tradimento, emessa nel 1305
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Due errori dei sorveglianti di giustizia hanno formalmente causato il fatto che la condanna sul nome dell'eroe scozzese William Wallace non potrà mai essere cancellata.

E' stato chiesto formalmente all'organismo che esamina i potenziali errori giudiziari in Scozia di rivedere la condanna contro Wallace, di 700 anni fa, ampiamente considerato come costruito su accuse false contro l'uomo che condusse l'esercito scozzese nelle guerre di Indipendenza.

Tuttavia, la Commissione scozzese per la revisione delle cause penali ha deciso di non avere alcuna giurisdizione sul giudice di Londra che emise contro di lui la condanna per tradimento.

Il capo esecutivo della SCCRC Gerry Sinclair ha detto: "Mi è stato chiesto se si possa prendere in esame la condanna di William Wallace. Ho dovuto ricordare che, poiché era stato processato e punito a Londra, la causa non rientra nella nostra competenza, ma che dovrebbe essere la Commissione inglese a prenderla in considerazione".

Il signor Sinclair ha detto che il suo gruppo ha deciso di non rinviare il caso alla Corte d'appello per il fatto che non sarebbe nel pubblico interesse farlo.

Egli ha detto: "Le nostre disposizioni statutarie non pongono alcun limite di tempo per la revisione dei casi, ma evidentemente un certo tempo limite deve essere applicato, in quanto non può essere interesse della giustizia spendere tempo e le risorse pubbliche su errori storici che non possono risolversi in vantaggi pratici di oggi. "

La SCCRC della controparte inglese ieri ha confermato che non avrebbe mai riesaminato il caso Wallace.

La Criminal Case Review Commission ha detto che non avrebbe riesaminato cause come quella di Wallace per via delle più severe norme di corte d'appello a sud del confine.

Gli storici scozzesi hanno a lungo sostenuto che William Wallace è stato ingiustamente condannato per tradimento a Londra nel 1305, accusato di aver tradito una corona inglese che non riconosceva.

Molti di questi esperti erano ansiosi di vedere un riesame del caso, perché erano convinti che il processo mostrasse che la legge inglese aveva subito oscillazioni a nord del confine.

Il Professor Tom Devine, direttore della scuola di storia, archeologia e classici dell'Università di Edimburgo, ha dichiarato: "L'accusa di tradimento era semplicemente basata sul presupposto che la Scozia fosse una provincia dell'Inghilterra, e in tal senso è stato un errore giudiziario.

"La Scozia era stata riconosciuta come una nazione indipendente dal Papato e, pertanto, qualsiasi accusa di tradimento è stata solo un riflesso di un'arrogante monarchia inglese."