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21 Aprile 2009 ARCHEOLOGIA
Il Secolo XIX
Sul monte Frascati affiora un castello del XV secolo
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Chi può mai immaginare, salendo il crinale di una collina, di incappare nei resti di un antico castello medievale, e scoprire che quei banali "sassi grigi" che si trovano lungo la via sono, in realtà, le tracce di storie lontane?

Se la collina in questione si trova nel Comune di Castiglione chiavarese non è il caso di stupirsi: la zona pullula di siti archeologici a cui, in questi giorni, si aggiunge l´ultima scoperta.

Sul Monte Frascati, a circa 330 metri di altitudine, gli scavi hanno riportato alla luce parte del perimetro di un castello e i basamenti di due torrette del XV secolo e una chiesa che risale invece al XII secolo. Si trovano proprio sulla cima della collina, affacciata nel verde della Val Petronio di cui restituisce una vista impareggiabile. Da circa tre settimane lo staff di ricercatori è sul posto, armato di pennelli, spatole e setacci, in cerca di frammenti che permettano di costruire le funzioni del sito e la storia di coloro che lo abitavano. Gli indizi storici sono nell´area di scavo delimitata da un sottile filo colorato, nella fila di "buche", identificate ognuna da un numero seriale. «A quelle buche erano fissati i pali che secoli fa costituivano la struttura in legno del castello – afferma il direttore dello scavo, e docente di Archeologia del Mediterraneo medievale all´Università di Genova, Fabrizio Benente –. Il legno su roccia era una tipologia di costruzione molto rara in Liguria e trovarla qui dà nuovi spunti alla ricerca».

E come piccoli vasi di Pandora, dalle fosse saltano fuori cocci, monete di rame e, proprio ieri, un frammento di ceramica nera che potrebbe essere il pezzo di un´anfora del V secolo, realizzata sul modello di quelle greche arrivate in Italia grazie ai commerci etruschi. Tra reperti già ordinati sul tavolo della foresteria, ci sono i resti di anfore, le punte in rame di frecce e chiodi, carboni, ceramiche grezze e colorate, alcuni più recenti e, altre, risalenti a epoche precedenti, provenienti forse dai siti archeologici vicini, come le miniere di rame di Monte Loreto. Proprio grazie a una moneta di rame, i ricercatori hanno potuto datare le frequentazioni della chiesa, che si trova in un pianoro sottostante al castello: «La moneta si trovava sotto il primo strato di pavimentazione – spiega Benente - e con il resto nel materiale ritrovato qui, ha permesso di capire che la chiesa era utilizzata nel XII o XIII secolo e poi in una seconda fase, nel 1400». Tutt´intorno, negli altri pianori nascosti dalla fitta vegetazione, potrebbero esserci altri resti, altre tracce di chi sul Monte Frascati ha vissuto.

Le fonti scritte raccontano che, nel 1131, il feudo apparteneva ai consoli di Genova a cui, in cambio della concessione, i signori di Passano avevano giurato soccorso e di muovere guerra ai Lavagnesi. Le vicende che si susseguono nel castello sono intricate e saranno ricostruite con chiarezza nel museo che il Comune di Castiglione ha in progetto.

«Tra gli istituti di ricerca e le amministrazioni locali – afferma Roberto Maggi, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria – dovrebbe esserci, come in questo caso, una stretta collaborazione in cui ognuno ha le proprie competenze. Alla fase di scavo e scoperta del patrimonio storico deve seguire quella, fondamentale, di tutela e restituzione alla comunità locale».

La valorizzazione del territorio e, in particolare, dei siti archeologici - tra cui le miniere di Rame di Monte Loreto, le grotte sepolcrari e il sito di San Nicolao - è una delle priorità del sindaco di Castiglione, Fausto Figone, che dichiara: «Il museo sarà solo una tappa di un percorso, dove gli utenti potranno acquisire informazioni e prepararsi alle visite. Il vero eco- museo deve essere il territorio in tutta la sue estensione, con le sue emergenze storiche e la bellezza del paesaggio».