Recuperati altri due reperti archeologici, vengono affidati al Museo cittadino. Lunedì scorso, a seguito della segnalazione della presenza di alcuni reperti all'interno del giardino di una abitazione di Colleferro, alcuni uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Colleferro, al Comando del Tenente Urciuoli, si sono recati sul posto per un controllo, mettendo a segno un'altra brillante operazione di recupero del patrimonio archeologico del territorio. Nel corso del controllo, autorizzato dal magistrato competente, è emerso infatti che i reperti erano due elementi marmorei di epoca romana, abbandonati all'interno del giardino, come confermato dal Direttore del Museo, Dr. Angelo Luttazzi, contattato per una perizia di autenticità. Vista l'antichità ed il valore scientifico, il proprietario dell'immobile, valutata la necessità che i reperti fossero meglio conservati all'interno di una struttura adeguata e, come patrimonio pubblico, dovessero essere resi visibili a chiunque, ha deciso di donarli, previo parere favorevole della Soprintendenza ai Beni Archeologici per il Lazio, al Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro. La Dr.ssa Marisa De Spagnolis, ispettrice di zona della sopracitata Soprintendenza, ha infatti autorizzato il trasferimento dei reperti nel museo locale. Questi sono già sul posto, grazie alla sollecitudine del Comune di Colleferro e degli operai del ufficio manutenzione.
Ad un'attenta valutazione del Direttore del Museo si è potuto stabilire che si tratta di un capitello in marmo, in stile ionico, quasi completamente conservato, con l'apparato ornamentale di buona fattura e di un rocchio di colonna, del medesimo materiale, anche questo abbastanza conservato, con scanalature oblique, probabilmente pertinente allo stesso capitello. I due reperti possono benissimo inquadrarsi nell'ambito del I secolo a.C. e, quasi sicuramente, sono riferibili ad un sito archeologico, forse una grande villa romana situata in un´area ben definita lungo l'attuale Via Michelangelo, di cui si era avuta notizia nell'ambito della costruzione di quelle palazzine oggi insistenti sulla strada (a cui il luogo di reperimento è praticamente adiacente).
Il recupero si inquadra in quella collaborazione sinergica che dall'anno 2007 vede impegnati gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Colleferro, la Soprintendenza ai Beni Archeologici per il Lazio, il Comune di Colleferro e, non ultimo il Museo Archeologico del Territorio Toleriense, in una operazione di tutela del patrimonio archeologico, che attraverso sequestri e donazioni da parte di privati, di reperti anche importantissimi (vedi l'iscrizione di Rossilli) ha consentito di arricchire le collezioni del museo e non precludere la loro visione a tutta la cittadinanza.
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