FOGGIA A volte il destino riserva delle sorprese; può capitare che in un´area fortemente degradata nel bel mezzo della campagna foggiana, utilizzata per anni come discarica abusiva di rifiuti tossici e non, si facciano delle scoperte importanti: dal letame nascono i fior, come cita una nota canzone.
È quello che è accaduto a San Lorenzo in Carminiano dove sono in corso, da circa due mesi, le attività archeologiche e di restauro condotte da un´èquipe di studenti, laureati, dottorandi e dottori di ricerca dell´Università degli Studi di Foggia, sotto la direzione scientifica dei professori Pasquale Favia e Giuliano Volpe e l´alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia (nella persona di Francesco Paolo Maulucci), nell´ambito del progetto della Regione Puglia "PIS 12, Itinerario Normanno-Svevo-Angioino" (direzione Lavori Restauro degli architetti Ciro Mitoli e Antonio Ricci).
Come già preannunciato nel numero 1 del 2009 di Viveur gli scavi, in corso dal 2005-2006, avevano già portato all´individuazione di strutture produttive e artigianali di età medievale.
Le recenti indagini archeologiche hanno condotto alla scoperta di costruzioni in legno e argilla e in muratura di età medievale (XII-XIV secolo), con funzione probabilmente produttiva o residenziale, le cui tracce sono riscontrabili nelle numerose buche di palo, in cui erano alloggiate strutture di sostegno lignee, nel ricco campionario ceramico rinvenuto (ascrivibile appunto ad età medievale) e in una struttura in argilla cruda e laterizi, interpretabile come cucina o focolare.
Lacerti pavimentali individuati in prossimità dell´attuale chiesa potrebbero essere, inoltre, pertinenti a un edificio di una certa rilevanza, se non proprio al fabbricato religioso di età medievale, citato dalle fonti.
Ma nell´area del Salice Nuovo, oltre alla vita e alle vicende del sito di San Lorenzo in Carminiano, sono testimoniate anche le tracce dell´abbandono e della morte: è degli ultimi giorni, infatti, la scoperta di un individuo inumato in una fossa scavata nella nuda terra, ricavata all´esterno di un´area probabilmente residenziale. La sepoltura è databile, a un´analisi preliminare, ad età medievale: si tratta, dunque, della prima deposizione funebre riferibile a questo periodo storico rinvenuta nella città di Foggia tramite scavo archeologico stratigrafico.
Uno spaccato di vita immortalato in pochi metri quadrati, un fotogramma impolverato di una storia, la nostra che, a ritroso nel tempo, ci riconduce alle origini.
Ulteriori informazioni sul sito: www.archeologia.unifg.it/ric/scavi/sl.asp
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