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12 Marzo 2009 ARCHEOLOGIA
New Scientist
'Vampiro' scoperto in una tomba comune
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Uno scheletro riesumato da una tomba a Venezia viene presentato come il primo esempio conosciuto di "vampiro" ampiamente documentato. Matteo Borrini dell'Università degli Studi di Firenze in Italia ha trovato lo scheletro di una donna con un piccolo mattone nella sua bocca, mentre scavava tra le di fosse delle vittime della peste del Medio Evo all'Isola del Lazzaretto Nuovo a Venezia.

Al momento in cui la donna morì, molti credevano che la peste fosse diffusa dai "vampiri", che, piuttosto di bere il sangue della gente, diffondevano malattie masticando i sudari dopo che erano morti. I becchini mettevano mattoni in bocca ai sospetti vampiri per impedire che facessero questo, spiega Borrini.

La credenza nei vampiri probabilmente nacque perché il sangue è talvolta espulso dalla bocca dei morti, e ciò provoca il fatto che il sudario affondi verso l'interno e si sporchi. Borrini, che ha presentato le sue conclusioni nel corso di una riunione della American Academy of Forensic Sciences a Denver, in Colorado, la scorsa settimana, sostiene che questo potrebbe essere il primo di questi vampiri sono stati esaminati da un medico legale. Lo scheletro è stato rimosso da una tomba di massa delle vittime della peste veneziana del 1576.

Tuttavia Peer-Moore Jansen, della Wichita State University del Kansas, spiega che ha trovato scheletri simili in Polonia e che, mentre il ritrovamento di Borrini è emozionante, "è un po' ridicolo sostenere che sia il primo vampiro trovato".

Borrini dice che il suo studio esamina in dettaglio la prima tomba che mostri prove archeologiche di un "esorcismo contro i vampiri".

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