sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
12 Marzo 2009 ARCHEOLOGIA
Norman Hammond The Times
Una sorpresa riguardo ai colonizzatori di La Isabela (S.to Domingo)
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Le sepolture scavate nel primo insediamento europeo del nuovo mondo, stabilito da Cristoforo Colombo nel 1493, hanno sorpreso gli archeologi perché hanno trovato anche tracce di donne e di bambini. Si pensava dalle prove documentarie che i coloni fossero tutti solo uomini.

La Isabela, sul litorale nord di Hispaniola, nell'attuale Repubblica Dominicana, fu fondata da Colombo alla fine del 1493, nel suo secondo viaggio. L'accampamento a La Navidad, ora in Haiti, stabilito nel suo primo viaggio nel 1492, era stato abbandonato al momento del ritorno e sostituito da uno nuovo, verso est, lungo il litorale di Hispaniola, per trovare una posizione adatta per uno stabilimento permanente.

Sopravvivono tracce consistenti di La Isabela, compresa la stessa casa di Colombo e le fondamenta di una chiesa, il tutto incluso all'interno di una cinta difensiva. Vicino alla chiesa, consacrata nel gennaio 1494, era un piccolo cimitero in cui furono sepolti i caduti dei confronti con la popolazione locale dei Taino, insieme a coloro che erano morti di carestia, di malattie e d'esaurimento.

I nuovi scavi nel cimitero, compiuti da una squadra di archeologi dominicani, italiani e messicani e di antropologi biologici hanno recuperato quasi 50 scheletri. Ha sorpreso i ricercatori il fatto che le sepolture includano almeno cinque bambini di diverse età, così come quattro donne. Una donna era chiaramente europea, mentre una seconda sembra essere una Taino, a causa del suo cranio deformato si dall'infanzia, secondo un'usanza locale. Le malattie metaboliche, i denti tagliati e lo sforzo fisico dovuto ai lavori pesanti sono stati notati negli scheletri, ma non c'era segno della sifilide o delle framboesie: se alcuni dei coloni subirono tali malattie, ancora non erano progredite abbastanza da mostrarsi nelle ossa. Non c'era inoltre segno di ferite di battaglia, il che suggerisce che i rapporti con i Taino non avessero ancora prodotto incidenti.

Le analisi del DNA e gli studi isotopici sulla dieta sono in fase di sviluppo e gli archeologi sperano di scoprire se la flotta di Colombo includesse anche degli Africani: gli studi recenti nel Messico hanno indicato una sorprendente presenza africana iniziale nelle prime sepolture coloniali in Yucatán.