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15 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
Marco Pomella Il Tirreno
Salgono a 45 gli scheletri sotto la piazza
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CAMAIORE. Per gli archeologi che stanno rinvenendo tutti i giorni reperti è quasi una corsa contro il tempo. La prossima settimana - dieci giorni al massimo - i lavori per il piastrellamento di piazza Diaz si sposteranno e riguarderanno la sezione oggi al vaglio degli esperti e, a quel punto, gli scavi saranno ricoperti. E con loro quello che, forse, poteva essere portato alla luce. Gli esperti sono la dottoressa Francesca Anichini, la direttrice del museo Stefania Campetti, gli archeologi Elisa Bertelli, Luca Parodi e Alessandra Del Freo e l´antropologa Giuliana Pagni. Gli ultimi due "ritrovamenti", mercoledì pomeriggio. Due scheletri, perfettamente conservati. Due maschi adulti, uno di venti anni, l´altro di una cinquantina, alti un po´ più di un metro e settanta. Due scheletri, che portano a 45 il numero complessivo di cadaveri rinvenuti lì sotto dalla prima "scoperta", a fine estate. Uomini, donne e anche molti bambini. Datarli è difficile. Sicuramente, sono di epoca medievale. Tra una quindicina di giorni arriveranno i risultati delle analisi al carbonio dei campioni di osso. Per una datazione precisa. E´ quasi certo, però, che i 45 scheletri risalgono ad epoche diverse tra loro. Erano, infatti, disposti su più livelli. Impossibile dire a che strato sociale appartenessero: con loro, nelle tombe scavate direttamente nel terreno e ricoperte da terra senza alcuna bara, non è stato rinvenuto, né una ceramica, né un documento. Solo, in un caso, alcuni bottoni. Che, però, non sono d´aiuto per capirne molto di più. Sotto piazza Diaz c´è, però, anche dell´altro. Mercoledì, insieme ai due scheletri, sono emersi anche due pilastri. E una parte di un muro, su cui poggia il primo scalino della chiesa di San Michele (che risale ad un´epoca vicina all´anno 1.000; il primo documento che la cita è del 1.180). «Non possiamo dire - spiegano i ricercatori impegnati negli scavi - se e in che modo la struttura sia legata, sia alla chiesa, che alla sepoltura di quella gente». Per capirlo bisognerebbe trovare qualcos´altro. Ma ormai di tempo ne rimane poco. La prossima settimana, infatti, i lavori per la riqualificazione della piazza si sposteranno nell´area degli scavi. «A meno che - dice l´assessore ai lavori pubblici Mauro Santini - qui sotto non si trovi qualcosa di clamorosamente importante. Purtroppo, questi scheletri senza altri reperti d´intorno sono di scarsa importanza». Gli archeologi sperano allora di poter trovare qualcosa che riesca meglio a spiegare anche la nascita della chiesa di San Michele nell´altro lato della piazza, quello ancora non interessato dai lavori. «Se, dopo la bonifica della zona, si scoprisse qualcosa di importante - afferma Santini - potremmo, da quella parte, garantire anche più tempo per gli scavi. Perché lì non ci sarà piastrellato, ma sarà realizzata un´aiuola. Ma non perderemmo tempo, se si trattasse solo di scheletri».