Lucy, il fossile più famoso di un antenato degli uomini, è ora in tre dimensioni, sotto forma di simulazione digitale, ad alta risoluzione. Una nuova scansione dello scheletro di 3, 2 milioni d'anni fa fornirà a tutti gli scienziati del mondo le informazioni necessarie a sviluppare il dibattito sull'evoluzione umana.
La Lucy virtuale ha un valore inestimabile per gli scienziati e permette a tutti loro di studiare da vicino e "da dentro" le sue ossa fossilizzate. La scansione rivela dettagli microscopici della struttura interna delle ossa, così da rivelare come come si muoveva e come mangiava.
"Questa scansione permetterà alle future generazioni di familiarizzarsi con Lucy, " ha detto Jara Mariam, direttore generale dell'Autorità Etiopica per la Ricerca e la Conservazione del Patrimonio Culturale, "e si conoscerà il fondamentaleì contributo dell'Etiopia allo studio dell'evoluzione umana. Una Lucy virtuale potrà entrare in ogni classe del planeta."
Ci potranne essere anche versioni accessibili al grande pubblico, secondo il paleoantropologo John Kappelman della University of Texas. Un sito internet con una versione di base permetterebbe agli studenti di vedere Lucy e confrontarne lo scheletro con quelli di òoderni esseri umani e di scimmie, mentre i ricercatori potranno accedere a modelli a più alta risoluzione. Le ossa di Lucy, scoperte in Ethiopia nel 1974, rappresentano i resti più completi di un antenato della specie umana adulto, che camminava su due piedi. Il fossile si trova oggi presso il Pacific Science Center di Seattle, Washington. Nel 2007 è nata una controversia, quando esso fu portato per nave negli United States dall'Etiopia, per i danni che poteva subire. Ora che Lucy è stata archiviata in modo digitale, gli scienziati e gli studenti potranno esaminarla senza rischi di danneggiare le ossa, usando strumenti che la stessa rete internet offre.
La scansione tramite un Medical CAT è simile a quella che si pratica negli ospedali e fornisce sezioni incrociate di un corpo, con una risoluzione di 1-2 mm. Dal momento che Lucy non è un paziente vivo, si può dare ai raggi X un'energia molto superiore a quella consueta. La tomografia computerizzata, o CT, effettuata su Lucy rivela dettagli interni dell'ordine di 5-50 micron — dimensione inferiore allo spessore d'un capello umano. E' la prima volta che si raggiunge un tale livello di precisione.
Gli studi precedenti su Lucy avevano già ampliato le conoscenze sull'evoluzione umana. I primi esami avevano rivelato che i nostri antenati camminavano su due piedi prima che i loro cervelli diventassero più voluminosi. Le dimensioni del bacino, dei piedi, delle ginocchia e delle giunture sono indicatori del fatto che Lucy camminava eretta, nonostante la dimensione del cervello simile a quello di uno scimpanzé. Rimangono tuttavia aperte molte questioni.
Benché vi siano pochi dubbi che la specie di Lucy, Australopithecus afarensis, camminasse eretta, è meno chiaro se trascorressero molto tempo - o no - sugli alberi. Certi caratteri dello scheletro — dita ricurve di mani e piedi, l'angolazione delle spalle, le braccia piuttosto lunghe — suggeriscono almeno un parziale stile di vita arboreo. Tuttavia, altri esperti obiettano che tali caratteri sono evolutivi, e possono sempplicemente essere stati ereditati dagli antenati arboricoli.
La questione se la specie di Lucy si arrampicasse sui rami o se avesse soltanto ereditato quei caratteri ha costituito un dibattito di lunga data per gli antropologi e la scansione CT può contribuire a risolverla.
"Se potremo confrontare i caratteri delle sezioni delle ossa potremmo riuscire a risolvere definitivamente la questione", ha detto l'antropologo Christopher Ruff della Johns Hopkins University.
Le ossa più utilizzate si rafforzano (un giocatore di tennis avrà le ossa più forti nel braccio con cui tiene la racchetta che nell'altro), i ricercatori possono confrontare la robustezza degli arti superiori e inferiori di Lucy per stabilire quali fossero i più utilizzati.
"Le vostre ossa corrispondono all'uso che ne fate, " spiega il paleobiologo Brian Richmond della George Washington University. "Sappiamo che l'osso spugnoso è particolarmente sensibile ai cambiamenti di attività e di esercizio."
Dal confronto degli spessori delle parti spugnose nelle ossa delle braccia e delle gambe di Lucy, i ricercatori sperano finalmente di determinare quanto tempo stesse sugli alberi. Questo è possibile perché lo scheletro è abbastanza completo— quasi 40% delle ossa sono state ritrovate — ed è il solo fossile della sua specie sul quale si possa svolgere questo tipo di ricerca, perché non si possono confrontare tra loro le ossa di diversi individui.
Le scansioni sono state condotte presso la University of Texas ad Austin con la High Resolution X-Ray CT Facility, che ha un'ampia esperienza nel campo, avendo già studiato il cervello di un Archaeopteryx ed un meteorite di Marte.
Tuttavia, il direttore, il geologo Richard Ketcham, ha detto:."E' il primo tesoro nazionale che abbiamo mai passato allo scanner".
Solo Alemu Admassu, curatore del Museo Nazionale d'Etiopia era autorizzato a toccare realmente il fossile durante il lavoro di scansione. Accurate ispezioni prima e dopo la scansione controllavano che Lucy non fosse minimamente danneggiata.
Ora che il delicato lavoro di svolgere la CT è completato, comincia la parte più noiosa: l'esame dei dati. Il gruppo dei ricercatori impegnerà i prossimi mesi a cercare di ottenere il massimo d'informazioni dalla Lucy virtuale.
"In un certo qual modo, " ha detto Ketcham, "la scansione di Lucy è stata la parte più facile."
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