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11 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
Archeobologna
Nuove scoperte dagli scavi lungo la Via Emilia a Fossalta
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Modena - La statua di un leone a grandezza quasi naturale, ricavata da un unico blocco di calcare bianco, che con una o forse tre sculture speculari "presidiava" un sepolcro monumentale, distrutto in antico, che sorgeva lungo l´antica via consolare Aemilia. E´ questa la straordinaria scoperta archeologica fatta nei giorni scorsi a Modena, in località Fossalta, a circa due metri di profondità dal piano di calpestio, durante i lavori di ampliamento di un fabbricato dell´Agenzia di Onoranze Funebri C.O.F.I.M. di proprietà di Gianni Gibellini.

Statue di questo tipo sono attestate nell´architettura funeraria di età romana, soprattutto tra la seconda metà del I sec. a.C. e i primi decenni del I sec. d.C. Tuttavia il ritrovamento di questo quinto leone (a Modena ce ne sono altri quattro, tre riutilizzati nel Duomo e un quarto esposto nel Lapidario Estense) sembra confermare una volta di più la fama di città "splendidissima" tramandataci da Cicerone .

La statua si presenta in buono stato di conservazione. L´animale è reso in posizione frontale, con la testa girata di tre quarti, priva della faccia; mancano anche gli arti posteriori e la zampa anteriore destra. In compenso quel che resta è di straordinaria bellezza. La criniera è scolpita con grande risalto plastico e naturalistico, a ciocche voluminose e serpeggianti. Sul fianco si vedono nitidamente le costole e sul ventre addirittura le vene capillari. La coda, di cui manca il pennacchio, avvolge il posteriore della bestia, come quella dei leoni coevi, ritrovati nel Medioevo, ora a guardia della porta del Duomo.

Dopo l´imponente ara di Vetilia Egloge, recuperata nel 2007 ed ora esposta nel Lapidario Romano dei Civici Musei di Modena, la Via Emilia ci restituisce un´altra importante testimonianza del passato. Il cantiere dove è avvenuto il ritrovamento si trova in un´area indicata ad alta potenzialità archeologica nel PRG di Modena e pertanto controllata fin dall´inizio dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell´Emilia-Romagna. I lavori di scavo si sono svolti sotto la direzione scientifica del Soprintendente Luigi Malnati e dell´archeologo Donato Labate e sono stati coordinati sul campo da Xabier Gonzalez Muro della ditta Pegaso Archeologia.

Questo ritrovamento è avvenuto nella stessa zona dove, otto anni fa, era stata scavata una necropoli tardoantica, databile tra la metà del III e la fine del IV sec. d.C. Gli scavi recuperarono alcuni frammenti, provenienti da monumenti più antichi, riutilizzati per la copertura delle tombe. Uno in particolare, decorato con un gladio appeso a un chiodo e semicoperto da uno scudo, indicherebbe che la tomba sia appartenuta a un graduato dell´esercito romano o comunque a un eminente personaggio. Se tutti questi frammenti, come sembra, appartengono allo stesso monumento funerario di cui fa parte il leone appena recuperato, si potrebbe tentare un´ipotesi ricostruttiva dell´intero manufatto.

Dopo gli interventi di restauro, che saranno curati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell´Emilia-Romagna, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali deciderà la destinazione della statua