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30 Maggio 2004 ARCHEOLOGIA
Reuters
I PROGETTI DI HOLLYWOOD EVOCANO FANTASMI CELTI
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LONDRA – Mel Gibson si è assicurato – di nuovo – una buona dose di critiche per il suo prossimo film sulla regina guerriera britannica Boadicea, dicono gli esperti – sia da parte delle femministe che l´hanno consacrata come icona, sia da parte degli storici per i quali rimane un enigma.

Gibson non è estraneo alle controversie. La sua "Passione di Cristo" ha causato un sollevamento tra i gruppi ebrei, che hanno tentato di ostacolare la circolazione del film, accusando Gibson di aver ingiustamente fatto apparire i loro antenati come "deicidi".

Ora la compagnia di produzione Icon, che Gibson possiede, sta lavorando sul progetto di "Warrior", nell´intento di portare Boadicea sul grande schermo – un soggetto che, di certo, solleverà discussioni in Gran Bretagna, ove Boadicea sconfisse gli invasori Romani, scatenando la ribellione del popolo oppresso nel 60-62 d.C.

"Prendi un qualsiasi personaggio dove vi sia un coinvolgimento emotivo, e sei sicuro di scontentare qualcuno" ha dichiarato l´esperta di folclore Juliette Wood. "Sappiamo così poco circa la sua figura e ciononostante, è stata trasformata in una icona meta-storica".

Boadicea, conosciuta anche come Boudica o Boudicca, è diventata una proprietà esclusiva di Hollywood, ove non meno di quattro sceneggiature sono in corso di elaborazione, tra esse una produzione della Dreamworks dal titolo "Queen Fury".

Gli studiosi prelevarono Boadicea – il cui nome significa Vittoria - dalle oscurità della storia nel corso del XVI secolo. Quel poco che si conosce circa la sua figura, è stato ricavato da scavi archeologici e dallo storico romano Cassio.

Scrivendo poco tempo dopo la ribellione britannica, egli descrisse Boadicea come "molto alta di statura, terrificante nell´aspetto, molto fiera nello sguardo, con una voce roca ed una grande massa di capelli rossi"

Cassio attinse pesantemente dal racconto dello storico Tacito, il cui suocero Agricola si era trovato faccia a faccia con le orde celtiche.

Gli strati sotterranei di cenere dalle case romane rase al suolo a Colchester, Londra e St Albans confermano la furia dei suoi assalti, ma il resto è deduzione.

"Era una dei primi inglesi a porre da un canto le rivalità tribali e riconoscere un´identità nazionale" ha dichiarato l´esperto dell´Età del Ferro Miranda Aldhouse-Green, professore di archeologia all´Università del Galles.

"Era chiaramente una personalità tremendamente forte" ha aggiunto. "E per convincere le altre tribù come i Trinovanti a combattere per lei, deve avere avuto un grande carisma."

La Wood ha dichiarato che Boadicea scomparve dalla storia nel corso del Medio Evo, ma fu fatta risorgere nel corso del XVI secolo dalla Regina Elisabetta I, che ha voluto tener vivo il concetto della nobile regina guerriera.

La storia di Boadicea è intrisa di sangue. Essendo stata picchiata dai soldati romani che occupavano la Britannia, e avendo dovuto assistere allo stupro delle sue due figlie, pretese una vendetta sanguinosa.

Si dice che le sue truppe tagliassero via il seno delle donne romane e con questo macabro trofeo riempissero le bocche delle loro vittime.

Prove di questa sete di vendetta potrebbero essere state trovate a Londra, dove gli archeologi hanno dissotterrato un cimitero romano che fu profanato al tempo della ribellione. La testa di una giovane donna si trovava tra le gambe di un uomo anziano.

Ma Mary Mackie, autore della novella celtica "Il popolo dei Cavalli", mette in guardia sulla demonizzazione della tribù degli Iceni, cui Boadicea apparteneva.

"La gente pensa a loro come a dei selvaggi, ma non lo erano" ha dichiarato. "Per gli standard romani, erano piuttosto civilizzati ed erano abilissimi artigiani".

La violenta ribellione di Boadicea fu la conseguenza di una provocazione estrema, ha dichiarato Mackie. "Aveva creduto nei romani, e fu solo dopo le dure violenze a cui la sottoposero che si rivoltò contro di loro – come chiunque farebbe."