Il 16 gennaio se ne è andato improvvisamente Giacomo Scibona, lasciandoci tutti increduli e inebetiti. Abbiamo sperato che ce la facesse, che superasse il malore che lo aveva colto tre giorni fa, lottando come, in tante altre occasioni della sua vita, professionali e non, aveva fatto, in maniera decisa, determinata, assolutamente convinto che il suo intervento potesse essere dirimente nel far rispettare la giustizia, una giustizia che questa morte improvvisa, nella piena attività della più importante delle sue pubblicazioni sembra avergli negato.La passionalità ha permeato tutta la sua vita, familiare, affettiva, lavorativa. Quella passionalità che a volte lo faceva apparire burbero e chiuso, ma più spesso esuberante e sensibile, comunicativo e generosissimo. Di grande carisma, ha trascinato e appassionato allievi di diverse generazioni. Amico e consigliere, maestro e guida ha formato tanti giovani archeologi, istruendoli al rispetto delle regole e alla passione per la storia, seguendoli anche nel prosieguo della loro vita lavorativa, dopo gli studi.Uomo di grande cultura, poliedrico, oltre alle discipline archeologiche relative ad ogni epoca e a tutte quelle antichistiche, amava la filosofia, laletteratura persiana, la musica classica ed operistica, antica e moderna oltre a coltivare tante altre tematiche culturali. Aveva studiato archeologia e si era laureato all'Università La Sapienza di Roma, nel periodo d'oro dei maestri della grande archeologia italiana. Suoi professori furono Ranuccio Bianchi Bandinelli, Margherita Guarducci, Laura Breglia, Ettore Paratore, Ugo Spirito.Aveva anche studiato composizione, allievo, con una prestigiosa borsa di studio dell'Accademia musicale romana di S.Cecilia. Di ritorno a Messina, sin da subito, portò a frutto gli insegnamenti dell'archeologia romana, impegnandosi nella difesa, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio culturale della sua città e non solo.Docente di Archeologia all'Università di Messina, ha collaborato a lungo con responsabilità di Ispettore onorario con la Soprintendenza di Siracusa prima e poi di Messina.Profondo conoscitore del territorio della provincia di Messina ha scavato per parecchi anni ad Alesa ( il più importante ed amato scavo della sua vita), ma anche a S. Marco d'Alunzio, ad Alcara Li Fusi e a Rometta (scavi della Motta, della Grotte di sotto S. Giovanni, della Chiesa Bizantina). E ha scavato anche nella provincia di Enna, ad Agira, Capodarso, Troina. Ma il 16 gennaio se n'è andato il vero protagonista dell'archeologia messinese: dagli anni '60 al 2000, e ancora fino a tempi recenti quando é stato nominato esperto nella Commissione di valutazione del cantiere di scavo di Palazzo Colapesce. Tra i suoi numerosissimi scavi a Messina ricordiamo quelli dell'is 193 (ex Albergo Venezia), is. 224 (Ex Albergo Reale), Stazione di Degassifica della zona falcata, Binari della Stazione Ferroviaria, cortile del Municipio, Top Residence di Ganzirri, Via Faranda, is. 373 (Palazzo della Cultura), Chiesa di S. Tommaso, e la grande necropoli nei vari comparti dell'is. 73 e a largo Avignone. La sua attività di archeologo non si è mai limitata allo scavo: il suo impegno e il suo interesse per l'archeologia e la storia di Messina iniziava dal controllo capillare e attento dei cantieri edilizi della città, il che, non si può nascondere, gli ha procurato qualche incomprensione ed impegni di gravi responsabilità, cui si è sempre sobbarcato con piena ed assoluta coerenza. Ricordiamo, tra tutte, le segnalazioni effettuate da Giacomo, di cantieri come quello dell'is. 158 in Via La Farina, o quello della Villa di S. Melania a Pistunina. In questo modo Giacomo ha messo a disposizione una messe infinita di dati senza i quali non ci sarebbe la conoscenza attuale della topografia antica della città, indispensabile per la valutazione del rischio archeologico.Segretario della Società messinese di Storia Patria per trent'anni ha valorizzato il patrimonio della città e della provincia, promuovendo conferenze, concerti, pubblicazioni scientifiche, mettendo a frutto così il talento ed il lavoro di tanti giovani studiosi.Giacomo ci lascia un vuoto incolmabile, tanto più che la sua scomparsa è avvenuta in un momento particolare della sua vita professionale assai prossimo alla raccolta dei frutti più significativi della sua attività : quelli relativi agli scavi di Alesa che, siamo sicuri saranno portati a compimento o comunque alla pubblicazione, dalla azione di rifinitura che Sua moglie Concetta Giuffré Scibona ha promesso di prendere in carico. I funerali avranno luogo Lunedì 19 alle ore 15.30 nella Cattedrale di Messina. Subito dopo la salma verrà trasferita nel cimitero di Rometta Superiore.
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