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1 Dicembre 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
L´Unesco incorona l´antica Caere
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"Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono tra le più alte espressioni della civiltà etrusca. La necropoli di Cerveteri, sul modello della città dei vivi, contribuisce in modo determinante alla conoscenza dell'architettura e dell'urbanistica dell'antica Etruria". Questo recita la targa ufficiale, apposta domenica scorsa dai delegati dell'Unesco (United nations educational scientific and cultural organization) all'ingresso del sito sepolcrale della Banditaccia, quale atto conclusivo dell'iter di affiliazione dell'antica città di Caere e dei suoi resti archeologici al Patrimonio mondiale della cultura. Un iter iniziato alla fine del 2002, quando l'allora commissario di governo alla guida del Comune, il prefetto Paola Basilone, ricevette dal ministero dei Beni culturali la notifica formale della candidatura di Cerveteri al riconoscimento che sarebbe giunto dal vertice internazionale di Suzhou, in Cina, convocato dall'Unesco per i primi di luglio del 2004.

E così è stato: Cerveteri e Tarquinia, e con loro la Val d'Orcia (Siena), hanno infatti ottenuto in quella sede il via libera del gran giurì a iscrivere i propri nomi nel lungo elenco di località italiane (39 in tutto) insignite del prestigioso logo culturale delle Nazioni Unite. E alla cerimonia di conferimento della targa, che domenica scorsa è stata affissa in identica copia e in quattro lingue (italiano, francese, inglese e tedesco) all'ingresso delle aree archeologiche di Cerveteri e Tarquinia hanno preso parte tanto le autorità locali che i delegati di Governo. A cominciare dal sottosegretario al ministero ai Beni Culturali Nicola Bono, cui si sono aggiunti l'omologo alla Funzione Pubblica Learco Saporito, e il parlamentare europeo, oltre che sindaco di Tolfa, Alessandro Battilocchio; con loro, i sindaci dei due comuni direttamente coinvolti: Antonio Brazzini e Alessandro Giulivi, rispettivamente a capo delle giunte di Cerveteri e Tarquinia. Presente anche la Regione Lazio, con il consigliere Laura Allegrini, delegata dell'assessore alla Cultura Luigi Ciaramelletti.

Proprio il Lazio infatti, con le due nuove acquisizioni, in aggiunta al centro storico di Roma, a villa Adriana e a villa d'Este, vanta ora nell'albo d'oro nazionale ben cinque distinte aree riconosciute dall'Unesco.

Tuttavia, su scala nazionale, il Governo fornisce dati che in qualche modo contraddicono il ruolo dell'Italia quale quarta potenza mondiale del turismo culturale: «Il nostro paese - ha indicato Nicola Bono - riesce a catturare appena il 23 percento del volume d'affari complessivo del settore. Un gap che va recuperato attraverso la piena attuazione dei Piani di Gestione, strumento guida per lo sviluppo delle attività turistiche». Ma la via per il futuro, secondo il consiglio che giunge dal ministero non può passare solo per la valorizzazione del cespite archeologico: «Servizi, trasporti, parcheggi e posti letto - ha aggiunto infatti il sottosegretario Bono - non esauriscono le esigenze. Cerveteri e Tarquinia non debbono dimenticare di scommettere anche sulla loro tradizione culinaria ed enologica».