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15 Gennaio 2009 ARCHEOLOGIA
Alberto Arecchi Liutprand.it
LA TRADIZIONE DELLE RELIQUIE E LE SACRE SPINE
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Si dice che la Vera Croce di Cristo fosse ritrovata a Gerusalemme da Sant'Elena, madre di Costantino. Sottratta dai Persiani nel VII secolo, recuperata dall'imperatore bizantino Eraclio, fu poi portata dai Crociati sul campo di battaglia contro il Saladino. Malauguratamente ha vinto il Saladino, e della croce si sono perse le tracce per sempre. Tuttavia ne erano già stati prelevati vari frammenti.

Dei chiodi, uno dei quali sarebbe conservato nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme a Roma e qualcun altro nel Duomo di Milano.

La corona di spine, a lungo conservata a Costantinopoli, fu suddivisa nell'intento di donare almeno una spina a chiese e santuari diversi.

La Sacra Lancia, già appartenuta a Carlo Magno e ai suoi successori, oggi si trova a Vienna.

Il Prepuzio di Gesù era esposto a Calcata (Viterbo) fino a che nel 1970 il parroco ne denunciò il furto. Ma hanno rivendicato il possesso della stessa reliquia Roma, Santiago di Compostela, Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Auvergne.

Il sangue scaturito dalla ferita al costato, raccolto da Longino, sarebbe stato portato a Mantova, ma altro sangue è conservato nella Basilica del Sacro Sangue a Bruges.

La Sacra Culla è a Santa Maria Maggiore (Roma), mentre come è noto la Sacra Sindone è a Torino. Le fasce del bambino Gesù sono ad Aquisgrana.

La tovaglia usata da Cristo per la lavanda dei piedi degli Apostoli è sia nella chiesa romana di San Giovanni in Laterano sia in Germania, ad Acqs, ma non è escluso che Gesù abbia usato due tovaglie o abbia lavato i piedi due volte.

In molte chiese sono conservati i capelli o il latte di Maria, l'anello delle nozze con Giuseppe sarebbe a Perugia, ma quello di fidanzamento è a Notre-Dame di Parigi.

A Milano si conservavano le spoglie dei Re Magi, ma nel XII secolo Federico Barbarossa le prese come bottino di guerra e le portò a Colonia, per nobilitare il nuovo centro dell'Impero Sacro, Romano e Germanico.

La corona di spine fino al IV secolo d.C. fu custodita e venerata a Gerusalemme. Poco dopo il 1000, essa era a Costantinopoli, essendovi stata portata, perché i Turchi avevano occupato Gerusalemme. Incalzando i Turchi anche su Costantinopoli, nel 1238, fu portata a Venezia (San Marco). Il re San Luigi IX di Francia volle acquistarla per 160.000 lire venete e la fece sistemare nella cappella reale di Parigi. Durante la rivoluzione francese, il prezioso reliquario fu rotto e fuso dai rivoltosi; la corona più tardi fu portata nella cattedrale di Nótre Dame. In questo lungo cammino, molte spine furono sottratte e sparse per il mondo. Moltissime di queste spine, specialmente il venerdì Santo, presentano fenomeni miracolosi: arrossamenti di sangue o fioriture.

A Pavia, che fu a lungo nel Medioevo la capitale del Regno italico e comunque un'importante città lungo la via francigena, pellegrini e crociati portarono molti og­getti dalla Pale­stina e dall´Oriente: mer­canzie, ma anche reliquie, vere e, per lo più, false.

Tra le reliquie che furono accumulate dai Visconti nel loro Castello, si ricordano: lembi di veli e di sudari della De­posi­zione di Cristo; fram­menti di tuniche e mantelli di vari perso­naggi biblici; pezzi di legno della mangia­toia e peli del bue e dell´asino di Betlem­me; latte e capelli della Madonna; pezzi di alberi toccati da Gesù; denti di profeti, le pietre con cui si di­ceva fosse stato lapidato Santo Stefano; pezzi di pane molti­plicato da Gesù Cristo nel miracolo famoso dei pani e dei pe­sci, quando addirittura il primo vescovo di Pa­via, San Siro, sa­rebbe stato presente come l´anonimo ragaz­zino che li por­geva. Inoltre, vi erano un corno di liocorno e l´enorme te­sta del dragone che sarebbe stato ucciso da San Giorgio. Infine, c'erano ben undici spine della corona del martirio di Cristo.

Delle undici spine della corona di Cristo conservate a Pavia, ne rimangono oggi so­lo tre, dopo furti e dispersioni, che con­ti­nuano ad essere venerate in Duomo, cu­stodite nella "Nivola" lignea settecente­sca dipinta d´oro e d´argento. Nel sec. XVII, le altre si trovavano: due nella chiesa del Carmine, due a Santa Maria di Giosafat in Borgo Ticino, e una ciascuna nelle se­guenti chiese: San Dalmazio, Santa Clara, San Seba­stiano Maggiore, Santa Maria delle mille virtù.

La festa delle Sacre Spine, a Pavia, si celebra il lunedì di Pentecoste, un giorno tipicamente legato alla tradizione spirituale delle Crociate in Terra Santa. Quel giorno è ancora oggi considerato una specie di festa patronale, insieme al 9 dicembre, festa del mitico San Siro, primo vescovo fondatore della Chiesa pavese.