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15 Gennaio 2009 PALEONTOLOGIA
galileonet.it
Prove di un antico impatto
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Una fitta polvere di diamanti è stata ritrovata nei sedimenti presso sei diversi siti archeologici nordamericani. Le particelle di dimensioni nanoscopiche avrebbero avuto origine da uno sciame di comete o da piccoli asteroidi precipitati sulla Terra quasi tredicimila anni fa. In un impatto che forse portò i mammuth all'estinzione. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori guidati dall'archeologo Douglas Kennett dell´Università dell´Oregon, che ha pubblicato le proprie analisi su Science.

Questi piccolissimi frammenti di diamante sono prodotti quando il carbonio è sottoposto ad alte temperature e pressioni, condizioni molto frequenti durante gli impatti cosmici. Sulla Terra si formano in seguito a grandi esplosioni o a processi chimici di vaporizzazione. I ricercatori hanno ora trovato miliardi di nanodiamanti - con una concentrazione fino a quasi tremila parti per milione - in diversi stati degli Usa (Arizona, Oklahoma, Michigan e South Carolina), nonché in due regioni canadesi (Manitoba e Alberta).

Lo strato in cui queste polveri si trovano corrisponde a un periodo glaciale, chiamato "Younger Dryas", che ha caratterizzato la fine del Pleistocene, tra i 12.800 e i gli 11.500 anni fa. Proprio a questo periodo risalirebbe l'impatto di diverse comete ipotizzato in un articolo pubblicato un anno fa su Proceedings of the National Acedemy of Science (Pnas) dallo stesso Kennett. L´evento, secondo gli studiosi, avrebbe avuto enormi conseguenze sia per gli esseri umani, con il declino della cultura preistorica "Clovis", sia per l'ambiente, con l´estinzione dei mammuth nordamericani.

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