Non è così che Leonardo s´era immaginato il Castello Sforzesco. Per lo meno non come si presenta oggi, dopo secoli di demolizioni, ricostruzioni e restauri. Convocato a Milano da Ludovico il Moro nel 1482, sognava infatti una fortezza invincibile ma ingentilita da volumi agili e decorazioni come quelle visibili ancora nella sale delle Asse. Storcendo il naso di fronte ai torrioni tozzi dell´architetto Bartolomeo Gadio, il genio toscano propose al signore di Milano una sistemazione elegante ma funzionale. A dimostrarlo è un suo disegno oggi conservato al Louvre che lo comprò nel 1856 da Giuseppe Vallardi (1784-1863), collezionista, consigliere della Biblioteca Ambrosiana e capostipite della storica famiglia di editori.
Il disegno mostra, in sostituzione della torre del Filarete, un torrione slanciato, oltre a un rivellino all´ingresso, costruito dai francesi e distrutto in epoca successiva; e, ancora, un sistema diabolico di scale incrociate studiate affinché il castellano non incrociasse mai le sue guardie spesso infide e traditrici. Dettagli che fino ad ora si potevano scoprire solo visionando il foglio presso il gabinetto dei disegni del museo parigino e che ora gli appassionati possono ammirare dalla poltrona di casa.
Il prezioso disegno è al centro dell´ultima fatica di Pietro Marani, studioso di Leonardo, direttore del restauro del Cenacolo e presidente della Raccolta Vinciana, che ha firmato per le edizioni Giunti un volume dedicato ai disegni del maestro e della sua cerchia custoditi nelle collezioni pubbliche francesi, dove Leonardo è presente perché le requisizioni napoleoniche fecero incetta dei suoi codici, e perché fu lui stesso a portarle in Francia (dove visse dal 1517 al 1519, anno della morte), scatenando una passione collezionistica che contagiò anche il Re Sole, proprietario di oltre 5mila disegni.
Rilegato in pelle, l´imponente volume (34 per 49 cm.) contiene l´edizione in facsimile, pubblicata in 998 copie, di 114 disegni riprodotti al naturale. Un capolavoro di stampa che al tatto rende l´effetto degli esemplari originali, della carta, degli inchiostri al punto da sentirne quasi l´odore. Qualità che spiegano il prezzo - ben 3.500 euro- di questo Leonardo prêt-à-porter, che si distingue tra l´altro per alcuni ritrovamenti inediti. Come quello che riguarda ancora il progetto del Castello che, a sentire Marani, potrebbe corrispondere a uno dei fogli dispersi del Codice Atlantico dell´Ambrosiana, cui lo legano l´argomento trattato - le opere di arte militare - e la presenza di un numero al centro del foglio, segno di una antica catalogazione delle pagine. Ipotesi cui si aggiungono altre scoperte sugli esemplari conservati al Louvre, al Museo di Rennes o all´École des Beaux-Arts di Parigi � dove si trovano alcune grottesche, probabili studi per il Cenacolo - o, infine, al Musée Bonnat di Bayonne da cui viene lo schizzo del monumento al maresciallo Trivulzio, che sognava una statua equestre (mai portata a termine) all´interno della sua cappella funebre in San Nazaro.
Il volume, che si apre con una sequenza di panneggi eseguiti da Leonardo all´epoca dell´apprendistato nella bottega fiorentina del Verrocchio � che, in questa occasione, si è scoperto furono ritoccati nel Seicento, con l´aggiunta di corpi, per poterli smerciare più facilmente � contempla poi alcuni gioielli. Come una testa di San Giovannino, unico disegno preparatorio a noi noto tra quelli eseguiti per la Vergine delle Rocce, dipinta per la chiesa milanese di San Francesco Grande e oggi al Louvre. E il cartone col profilo di Isabella d´Este disegnato nel 1500 al momento del suo soggiorno a Mantova. Nella perfezione della riproduzione si notano i fori eseguiti con un ago per la trasposizione del dipinto su tavola� cosa che però Leonardo non fece mai. Licenziato il libro, Marani guarda ora a un nuovo progetto: una grande mostra su Leonardo a Milano a Palazzo Reale in occasione dell´Expo.
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