ATENE (22 novembre) - Il corpo di Alessandro Magno non si troverebbe in Egitto, ma a a Vergina, antica capitale del Regno di Macedonia, 70 km da Salonicco. Ad affermarlo lo studioso greco Triantafyllos D. Papazois, il Conquistatore del Mondo sarebbe sepolto nella tomba dove si crede si trovino i resti del padre Filippo II. Secondo Papazois, storico ed ex docente di strategia militare che si basa sulle analisi antropologiche, sulla datazione degli oggetti contenuti nella tomba e sull'affresco in essa dipinto, il corpo di Alessandro, sepolto originariamente in Egitto venne recuperato e trasportato in Macedonia ai tempi del re Antigonos Gonata, salito al trono nel 277 a.C.
«Nella grande tomba visitata da milioni di persone e che si crede contenga i resti di Filippo II, si trova invece il corpo del figlio che venne trasportato a Vergina sotto il regno di Antigonos Gonatas», salito al trono nel 277 a.C, dice Papazois.
L'analisi dei resti e il contenuto della tomba di Vergina sono sufficienti per dire che lì giace Alessandro. E non è possibile che a Vergina vi sia Filippo perché «nel 274 a.C. Pirro invase la Macedonia, saccheggiò le tombe e disperse le ossa». Lo scopritore della tomba reale nel 1977, prof. Andronikos ha sempre sostenuto che «per un caso» la tomba di Filippo rimase intatta, ma Papazois dice: «Impossibile, tutti sapevano dove fosse».
Che nella tomba di Vergina non ci sia Filippo II (332-386 a.C.) non è l'ipotesi isolata di uno studioso ma opinione diffusa ormai tra gli esperti. Il paleoantropologo Antonis Bartsiokas ha dimostrato grazie all'analisi delle ossa che esse non hanno messuna delle peculiarità o ferite attribuite dagli storici al re macedone.
«Sulle mie conclusioni concordano ormai quasi tutti» dice lo scienziato. E c'è ampio consenso anche sul fatto che gli oggetti, inclusa la corazza di ferro e oro, trovati nella tomba siano di una generazione posteriore a quella di Filippo, e appartengano probabilmente ad Alessandro.
I principali studiosi però sembrano ritenere che il corpo sia quello del fratellastro Filippo III che regnò brevemente dopo di lui. «No, escludo che nella tomba vi sia il corpo del fratellastro» afferma Papazois fondandosi sull'esame delle ossa e sulla scena di caccia che nella tomba dipingerebbe lo stesso Alessandro.
Tesi contestata. La studiosa americana Elizabeth Carney, uno dei principali esperti su Alessandro, contesta la tesi di Papazois. «Non riesco ad immaginare una ragione per cui i Tolomei avrebbero permesso ad Antigonos Gonatas di riprendersi Alessandro - dice - E ci sono testimonianze ininterrotte sulla presenza del corpo in Egitto almeno fino ai tempi di Caracalla». «Quello che videro gli imperatori romani fu un altro corpo messo al posto di Alessandro», risponde Papazois. Bartsiokas da parte sua rileva che se nella tomba non c'è Filippo II, dire che vi giaccia Alessandro è andare troppo oltre: «Come sostenere che l'uomo non è stato sulla Luna».
Papazois si interessò al Macedone molti anni fà quando gli venne chiesto di studiare la strategia militare delle guerre persiane. Alessandro morì a Babilonia nel 323 a.C, vittima probabilmente di febbri. E mentre veniva trasportato in Macedonia, uno dei suoi generali, Tolomeo, si impadronì del corpo portandolo a Menfi. Diodoro descrive la tomba di Alessandro a Menfi e Strabone racconta come il figlio di Tolomeo trasportò poi il corpo ad Alessandria. «Dubito che possano trovare lì la tomba, e certamente non i resti di Alessandro» spiega Papazois secondo il quale se mancano descrizioni storiche della sua sepoltura in Macedonia, a causa della distruzione della Biblioteca di Alessandria, sono però testimoniati due tentativi macedoni per recuperare il corpo.
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