ANZANO DEL PARCO. Sotto il Bennet spunta una necropoli risalente al quinto secolo avanti Cristo: una scoperta avvenuta poco più di un mese fa, ma che all´inizio non lasciava supporre la sua effettiva estensione: «Pensavamo a un ritrovamento occasionale; è stata una sorpresa scoprire un´area tanto vasta», commenta Stefania Iorio, responsabile per la provincia comasca della Sovrintendenza ai beni archeologici della Lombardia.
La scoperta è avvenuta nel corso degli scavi per la realizzazione dei nuovi svincoli viabilistici che serviranno il centro commerciale, in fase di costruzione a fianco della strada provinciale Como – Bergamo. Scavi che ora, nonostante le preoccupazioni di Franco Prada, appassionato di archeologia, a detta della Iorio procedono d´intesa con la Provincia, e con il controllo diretto della sovrintendenza sui mezzi che fisicamente effettuano le escavazioni.
Sono stati rinvenuti resti risalenti a oltre due millenni fa: «Stiamo scavando da circa un mese, con ritardi dovuti alle condizioni meteo, non certo clementi in queste ultime settimane – continua la Iorio – Stiamo portando avanti lo scavo insieme alla Provincia: si tratta di una necropoli proto storica».
«Abbiamo trovato una serie di tombe profanate già nell´antichità - prosegue il funzionario -, e le cui coperture erano state poi danneggiate da lavori agricoli eseguiti in epoche successive. Si tratta comunque di un ritrovamento che ha un valore storico notevole. L´area, proprio a filo della strada provinciale, è di dimensioni rilevanti».
«All´interno di queste tombe non è possibile trovare scheletri - conclude la Iorio -, perché a quell´epoca i corpi venivano cremati; né corredi funebri completi, dato il saccheggio avvenuto ai danni dei sepolcri». Diversi però i frammenti di ceramica ritrovati, a testimonianza della ricchezza che doveva avere il luogo in epoca antica, e che hanno permesso la datazione del sito.
Assai difficile, se non pressoché impossibile, anche procedere all´eventuale ritrovamento di resti di un possibile abitato nei paraggi: troppo onerose e difficoltose sarebbero infatti le operazioni di scavo.
Nei che in ogni caso non intaccano minimamente l´indubbio valore di questo inatteso ritrovamento, un vero e proprio tesoro riemerso nel corso di altrimenti banali lavori viabilistici; e se lo scavo produrrà ritardi nelle opere, che stavano proseguendo celermente negli ultimi mesi, sarà certo un disagio accettabile a confronto della ricchezza della scoperta.
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