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6 Marzo 2008 ARCHEOLOGIA
Maria Grazia Filippi Il Messaggero
Torna a splendere la Casa di Augusto
FOTOGALLERY
Stanza delle maschere della Casa di Augusto
Locale della rampa, veduta d´insieme
Sala delle prospettive parete di fondo, dalla composizione architettonica a corpi sporgenti e rientranti e fughe prospettiche di colonnati
tempo di lettura previsto 2 min. circa

ROMA - Secondo Svetonio era il suo rifugio personale. Quello più intimo e riservato, dove l'imperatore Augusto si ritirava quando aveva voglia di isolarsi dal resto del mondo. Lo "studiolo dell'imperatore", dalle raffinate decorazioni che fino ad oggi erano state visibili solo in occasioni molto particolari, sarà il cuore del nuovo percorso che restituirà a romani e stranieri l'area della Villa di Augusto sul Palatino che, dopo dieci anni di approfonditi restauri realizzati dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, tornerà a disposizione del pubblico dal 10 marzo.

Lo avevano annunciato nello scorso dicembre l'allora Sindaco Veltroni e il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Ora, a pochi giorni dall'inaugurazione della mostra "Trionfi Romani" che dal 5 marzo sarà al Colosseo, l'archeologia romana torna in primo piano con la conferma di un'altra riapertura storica. Un biglietto unico di 11 euro permetterà infatti la visita di un percorso unificato che include appunto l'Anfiteatro Flavio e la mostra allestita al suo interno, il Foro Romano (tornato a pagamento) e il Palatino con le sue straordinarie dimore imperiali, prima fra tutte quella dell'imperatore che per primo trasformò quest'area da residenza privata a dimora e simbolo dell'impero romano.

Gli ultimi due anni di intensi lavori si sono concentrati, grazie alle nuove risorse economiche disponibili, sull'area del peristilio della prima fase della casa di Augusto, quella precedente alla sua trasformazione in imperatore, con interventi statico-strutturali e e di ricomposizione e ripristino della decorazione pittorica. Oltre al suo studiolo personale, impressionante per la fattura delle affreschi in cui spiccano i toni del giallo, del rosso e del nero che fanno da sfondo a grifi alati, cigni, candelabri e fiori di loto, i restauri restituiscono finalmente l'accesso al "cubicolo inferiore" e al "grande oecus", un ambiente di soggiorno e di ricevimento, oltre ad una serie di ambienti di collegamento. Le loro decorazioni, ricche, intensamente colorate di rosso pompeiano e di giallo ocra, costituiscono il maggior complesso pittorico di secondo stile che si sia recuperato negli ultimi decenni. L'abbinamento con la prossima riapertura della casa di Livia sul Palatino, interessata da anni a restauri altrettanto importanti, restituirà ai visitatori un unicum unico al mondo di pittura romana.

Determinanti sono stati gli stanziamenti mirati provenienti dall'iniziativa del Mibac Maratonarte, che hanno offerto la possibilità di concentrare gli interventi per la riapertura di questi ambienti. Un totale di 1 milione e 790 euro ripartiti fra la Casa di Augusto (1.540.000 euro) e la Casa di Livia (250.000). Sempre grazie a Maratonarte altri 500 mila euro saranno dedicato al restauto di altri ambienti adiacenti la Casa di Augusti mentre con i fondi di "Roma Capitale" riferiti al 2005/2006 la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeoligici di Roma potrà eseguire altri restauri nella Casa di Livia.