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19 Agosto 2008 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Pincio, scavi per il parcheggio: trovati i resti di una villa romana. Bottini: un tesoro da tutelare
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ROMA - Una villa romana, un pavimento in mosaico del I secolo d.c. e un criptoportico di età imperiale. Un tesoro venuto alla luce al Pincio durante gli scavi eseguiti nell'area in cui è prevista la realizzazione di un maxi-parcheggio. Un tesoro che «va preservato e tutelato», ha sottolineato Angelo Bottini, sovrintendente speciale per i Beni Archeologici di Roma che ha redatto per il Comune di Roma una relazione sull'area.

«La relazione che io ho mandato al sindaco contiene una descrizione degli scavi svolti fino al primo agosto. Tengo a sottolineare - ha aggiunto - che non abbiamo dato un parere, si tratta di una relazione descrittiva, diciamo solo che le testimonianze archeologiche scoperte vanno preservate e tutelate. Questo non vuol dire che non si possa fare il parcheggio ma che si faccia a condizione che vengano conservati integralmente i resti archeologici».

«Se si deciderà di andare avanti con il parcheggio aspetteremo che i tecnici del Comune formulino un progetto che tenga conto dei resti - ha spiegato - Chiediamo comunque la conservazione integrale dei resti archeologici». «Italia nostra chiede ad Alemanno di restare a Roma e non perdere altro tempo. I dati sono eloquenti. C'è la prova regina che il parcheggio nel ventre del Pincio non si può fare». Lo dice il presidente dell'associazione romana Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, basandosi sui dati emersi dalla relazione della Sovrintendenza.

«Leggo che la relazione della Sovrintendenza - prosegue Carlo Ripa di Meana che si trova a Cortina nello stesso albergo dove ha alloggiato fino a oggi il sindaco capitolino - giace nelle stanze del Campidoglio dal 7 agosto. Molto prima delle relazioni amletiche di Alemanno. Il sindaco esca dal riserbo e spieghi come mai non la abbia mai minimamente citata. È un enigma che vorrei vedere risolto e come cittadino e come rappresentante di Italia Nostra. Si tratta di una questione ormai secondaria rispetto al fatto che il parcheggio non si può realizzare, ma che ha a che fare con la trasparenza della sua amministrazione. La questione è chiusa c'è un'impossibilità archeologica fino a oggi considerata opinabile. Dalle foto si riconoscono profondi segni di un'acropoli nella Roma nord. Alemanno ammetta e annunci che il parcheggio non può essere fatto. Rimanga a Roma il tempo necessario per dire che il dossier relativo al parcheggio è definitivamente chiuso».

Giro: relazione sovrintendenza non ha valore ostativo «In questo documento non vi è alcuna valutazione ostativa al progetto del parcheggio del Pincio, al contrario si evidenzia che il progetto stesso non coinvolge affatto, come più volte dichiarato da Italia Nostra, la villa di Lucullo, individuata all'esterno, sulle pendici del Muro Torto». Lo ha detto, in una nota, il sottosegretario di stato ai Beni e alle Attività culturali Francesco Giro.«Come i 5 saggi hanno già scritto nella loro relazione al sindaco e come ha spiegato lo stesso soprintendente Bottini - ha spiegato Giro - si tratta di valutare la possibilità di prevedere modifiche, peraltro non rilevanti, per salvaguardare le vestigia archeologiche, già note da tempo e individuate all'interno del perimetro del progetto. È utile anche ricordare che nello stesso mirabile progetto del Valadier che collegò l'elemento urbano di piazza del Popolo con quello paesistico dei giardini del Pincio con rampe e terrazze, molti resti archeologici sono risultati ridimensionati. Allora mi chiedo: per Italia Nostra anche Valadier era un barbaro per questo?». «L'unica cosa che chiediamo, anzi pretendiamo, è lo studio attento delle carte per evitare - ha aggiunto Giro - strumentalizzazioni che non servono mai a risolvere i problemi».