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24 Novembre 2008 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Riapre dopo 30 anni la grande aula delle Terme di Diocleziano
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ROMA - Oggi ha riaperto l'aula X del nuovo percorso di visita del Museo nazionale romano delle Terme di Diocleziano. Dopo circa 30 anni di chiusura al pubblico il sito è stato restituito al termine di restauro progettato dalla sovrintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. Sono state consolidate le strutture murarie, compromesse da gravi fratture, e la volta. Nell'aula è possibile rivedere la tomba dei Platorini, scoperta nel 1980 sulla riva destra del Tevere, dove sono state ricollocate le urne cinerarie, decorate finemente, una bellissima testa di una giovane donna di età Giulio-Claudia e due statue di Sulpicius Platorinus e di sua figlia. Ci sono inoltre due tombe a camera, ricavate all'interno in un nucleo di tufo che provengono da una necropoli venuta alla luce negli anni '50 sulla Via Portuense (I-III/o d.C.) oggi completamente restaurate.

Il sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini ha annunciato che «nei prossimi mesi esporremo nel Museo delle Terme di Diocleziano il sepolcro di Macrino, che abbiamo appena scavato sulla Via Flaminia». Bottini ha annunciato l'arrivo del monumento funebre di Macrino, e anche di un altro sepolcro, che la sovrintendenza sta scavando. Il sepolcro di Macrino, che del tutto erroneamente è stato identificato con il personaggio a cui si ispira il film Il Gladiatore, rappresenta due particolari elementi di interesse: «È ben conservato e conosciamo la vita del personaggio, che faceva parte dell'entourage imperiale dell'imperatore Marco Aurelio e di cui conserviamo testimonianze a Brescia».

Bottini ha detto che il primo obiettivo è quello di restaurare la struttura, il secondo riallestirla puntando da una parte sulla cultura dei morti dall'altra sui materiali che non hanno rilevanza artistica ma che sono legati alla vita quotidiana.