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21 Gennaio 2005 STORIA
ABC news
LA VITA SOFFOCÒ NELLA PEGGIORE ESTINZIONE DELLA STORIA DELLA TERRA
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La vita si estinse per soffocamento, lentamente, nei mari stagnanti di solfato d´idrogeno, durante la più terribile estinzione di massa della storia della Terra, rivela un nuovo studio.

La ricercatrice australiana, Professore Associato all´Università di Tecnologia di Curtin a Perth, Kliti Grice e colleghi, riportano online la loro ricerca, precedendo l´articolo che sarà pubblicato dalla rivista Science.

Gli scienziati hanno a lungo discusso la causa dell´estinzione di massa, conosciuta come la Grande Morte, che spazzò via il 98% delle specie tra i periodi Permiano e Triassico, circa 250 mila anni or sono.

Alcuni scienziati ritengono fosse dovuto ad un improvviso impatto meteorico.

Ma il nuovo studio di Grice sulla chimica degli antichi sedimenti marini sostiene la teoria che la Grande Morte accadde gradualmente nel corso di milioni di anni, a causa di un catastrofico collasso dell´ecosistema.

Grice, un geochimico, ha scoperto che nel corso di questo periodo di tempo gli oceani iniziarono a scarseggiare significativamente di ossigeno, dominati da un tipo di batterio di zolfo verde che si riproduceva nel solfato di idrogeno.

Mentre i ricercatori non sono sicuri di cosa possa aver causato questo mutamento, descrivono gli oceani di allora molto differenti da quelli che noi conosciamo.

"I mari dovevano essere molti melmosi e stagnanti allora, con una circolazione oceanica minima" ha spiegato Grice. "L´ambiente divenne tossico per i pesci e gli altri organismi marini."

La Grice ha scoperto che il numero dei batteri aumentò gradualmente nel periodo dell´estinzione, seguito da un picco principale.

SIMILE PERCORSO SULLA TERRA

Uno studio, pubblicato sullo stesso numero di Science dal ricercatore statunitense Dr Peter Ward dell´Università di Washington e colleghi, ha individuato un simile percorso nelle frequenze fossili di quel tempo.

Ward ha scoperto che si ebbe un graduale – piuttosto che improvviso – declino nei rettili, anfibi ed altri vertebrati prima di un impulso finale di estinzione, e non hanno trovato alcuna traccia di un impatto meteorico.

Il paleontologo australiano, Professor Ian Metcalfe dell´Università del New England, che ha studiato la Grande Morte, saluta la scoperta.

Metcalfe ha dichiarato che le scoperte di Ward sulla terra corrispondono a scoperte parallele effettuate negli oceani. Le scoperte di Grice di un aumento graduale nei batteri di zolfo verde ne sono conferma.

"Si ebbe un protratto collasso catastrofico dell´ecosistema" dichiara Metcalf.

ERUZIONI VULCANICHE CONDUSSERO A MUTAMENTI CLIMATICI

La ricerca dello scorso anno di Metcalfe, pubblicata anch´essa sulla rivista Science, suggerisce che la Grande Morte potrebbe essere stata causata da un mutamento climatico globale, innescato da massicce eruzioni vulcaniche in Siberia.

Il solfato di idrogeno negli oceani potrebbe essere provenuto proprio da queste eruzioni vulcaniche, ha spiegato Metcalfe, ma potrebbe anche essersi innalzato dal fondo dei mari per il movimento delle placche tettoniche.

"Fu un concorso di fattori, una vera cospirazione" ha dichiarato.

In aggiunta ai mari stagnanti di solfato di idrogeno e poveri di ossigeno, la Terra potrebbe avere sofferto un inverno globale dovuto alle polveri delle eruzioni vulcaniche, ha spiegato Metcalfe.

Ciò sarebbe stato seguito da un riscaldamento globale, nel momento in cui si liberarono i gas dell´effetto serra, sviluppatisi sotto la polvere.

Questo iniziale riscaldamento avrebbe innescato il rilascio del metano congelato depositato sul fondo degli oceani, e avrebbe condotto ad un ulteriore riscaldamento, il cosiddetto "effetto serra di fuga".

Grice ha dichiarato che la sua analisi degli isotopi di carbonio sostiene l´idea che il carbonio fu rilasciato dal metano.

"Lo scenario dell´impatto meteorico sembra più improbabile che mai" conclude Metcalfe.