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8 Agosto 2003 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Monumenti in Afghanistan: parte una missione francese
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Parigi - Restituire agli afgani l'orgoglio del patrimonio archeologico nazionale, perché contribuiscano a frenare i saccheggi selvaggi, e approfondire la conoscenza su alcuni siti in pericolo. E' con questi scopi che una missione di archeologi, geografi, etnologi patrocinata dall'Unesco partirà domani da Parigi per ripercorrere la mitica "via della seta", attraversando una decina di paesi via Istanbul, Ankara, Teheran, Isfahan e Herat. L'obiettivo più importante della "Spedizione scientifica Parigi - Kabul", secondo l'archeologa Monique Kervran del Cnrs, è il minareto di Djam del XII secolo, dichiarato in pericolo dall'Unesco e una delle meraviglie dell'arte musulmana. Lo chiamano la Torre di Pisa dell'Islam che con i suoi 65 metri è il secondo più alto del mondo. Era un minareto oppure si tratta dei resti della mitica città di Firuzkoh, capitale dei ghoridi, che nessuno è ancora riuscito a localizzare? Monique Kervran spera che la missione scientifica riesca anche ad apportare nuove conoscenze su altri due siti archeologici: i laghi color lavanda di Band-el-Amir, nati secondo la leggenda da un colpo di spada dell'imam Alì, genero del Profeta, e Shar-e-Sohak, la "Città rossa". Non lontano dai Buddah di Bamiyan caduti sotto la furia distruttrice dei talebani, la fortezza color granata fu distrutta da Gengis Khan nel 1222.