Londra - Un fortino fino ad ora sconosciuto del Vallo di Adriano è stato scoperto dagli archeologi britannici, che sono andati a cercarlo seguendo l'iscrizione in latino sul bordo di una piccola coppa di bronzo del secondo secolo d.C., rinvenuta casualmente nella campagna dello Staffordshire (Inghilterra centro-settentrionale).
L'insolita vicenda risale al mese scorso, ed è stata raccontata dall'archeologo inglese Roger Wilson, dell'Università di Nottingham, a margine della 14ma Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico in corso di svolgimento al MART di Rovereto. Sul bordo esterno della coppa romana erano incisi, in sequenza, i nomi di quattro fortini dell'estremità occidentale del Vallo di Adriano, la muraglia costruita sotto l'imperatore Adriano per tutta la larghezza dell'isola alla frontiera fra le attuali Inghilterra e Scozia per impedire le scorrerie dei barbari Scoti verso le città dell'Anglia colonizzata dai Romani (è tutt'ora il monumento archeologico nazionale di cui i britannici sono più fieri). I nomi nitidamente leggibili sulla coppa sono Mais (l'attuale cittadina di Bowness), Coggabata (Drumburgh), Uxelodunum (Stanwix) e Cammoglanna (Castlesteads). Il problema - racconta Wilson - era che del fortino di Coggabata nessuno aveva mai sentito parlare, nè erano state trovate tracce di fortificazioni atte ad ospitare guarnigioni fra Mais (la fortezza terminale del Vallo, sulla costa occidentale) e Uxelodunum, in fortino successivo verso est.
Eppure la sequenza scritta sulla coppa era chiarissima, così come lo è sul bordo di altre due coppe di bronzo rinvenute altrove (una in Inghilterra e l'altra in Francia) in ville di magistrati romani, con analoghe decorazioni smaltate in stile britannico-romano, contenenti i nomi di fortini già identificati lungo il Vallo di Adriano. Non restava, allora, che andare a cercare i ruderi di quel fortino ignoto, nel tratto della muraglia compresa fra le due fortezze già note. E gli archeologi britannici lo hanno trovato e identificato perfettamente, in località Drumburgh.
Sul bordo esterno della coppa figura anche il nome di un personaggio di cui non sappiamo niente: un certo Aelius Draco. E' legittimo supporre, secondo Wilson, che - analogamente alle altre due coppe citate con i nomi di castelli del Vallo di Adriano - Aelius Dracus fosse il primo proprietario del reperto, probabilmente un ufficiale romano che aveva prestato servizio in quei fortini, e che si era portato dietro una coppa per ricordo a fine servizio. All'interno della coppa sono infatti incisi i nomi di altri personaggi, dei quali pure non sappiamo niente, ma che - secondo l'ipotesi illustrata da Wilson - erano molto probabilmente i comandanti di quei fortini.
E' stato rocambolesco il ritrovamento della coppa: è tutto merito del venditore di una ditta produttrice di metal-detector, il quale ha effettuato casualmente sul terreno in quel punto della campagna una prova dimostrativa dello strumento. La piccola coppa si trovava a una trentina di centimetri di profondità, e lo strumento, evidentemente, ha funzionato bene. Oltre ai nomi di persone e di fortini, il reperto presenta suggestive decorazioni smaltate di colore rosso, bianco e azzurro, con motivi celtici britannici precedenti l'arrivo dei Romani.
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