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17 Dicembre 2008 ARCHEOLOGIA
Capitanata.it
SALPIA VETUS. ARCHEOLOGIA DI UNA CITTA´ LAGUNARE
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La Fondazione ha risposto all´appello lanciato dal prof. Saverio Russo che ha seguito la lunga e travagliata vicenda della mancata pubblicazione delle ricerche relative alle campagne di scavo del 1967-1968 e 1978-1979 nel sito di Salapia antica.

Sabato 6 dicembre, alla presenza del presidente Andretta, di Saverio Russo, Enzo Lippolis, Sante Tine´, il sovrintendente archeologo Giuseppe Andreassi, il rettore Giuliano Volpe il volume, finalmente edito, e´ stato presentato in Fondazione.

Foto, schede, saggi relative alle 243 sepolture (XI-II secolo a.C.) - sussidi oggi importantissimi dopo che il sito e´ stato spogliato da una delle piu´ feroci azioni di saccheggio clandestino del territorio- scavate a distanza di dieci anni da Sante Tine´ e Fernanda Bertocchi sua moglie, pionieri dell´archeologia della Daunia (furono chiamati nel 1965 ad aprire la Sovrintendenza a Foggia e a riaprire il Museo chiuso dal ´43), hanno trovato una adeguata sistemazione in un volume di 450 pagine edito da Osanna Edizioni, a cura di Enzo Lippolis e Tonia Giammatteo, patrocinato dalla Fondazione.

Finalmente, a 40 anni dalla prima campagna di scavo e a 15 anni dall´ultima sistemazione del materiali, dopo problemi relativi alla casa editrice, ai finanziamenti e poi alla morte prematura di Marina Mazzei, della stessa Fernanda Bertocchi e di Anna Grazia Blundo, ha visto la luce "SALPIA VETUS. ARCHEOLOGIA DI UNA CITTA´ LAGUNARE", che contiene saggi di F.Tine´ Bertocchi, R.Compatangelo, A.Monnet, A.Vignot, A.G.Blundo, E.Lippolis, M.Osanna, M.Mazzei.

"Lo scavo di Fernanda Tine´ Bertocchi e Santo Tine´ a Salapia 40 anni fa cosituisce l´unico intervento di ricerca sitematico nell´area di una delle piu´ importanti citta´ preromane in Puglia. Nei decenni successivi la mancanza di una politica di tutela adeguata a livello nazionale, in questo come altri casi, ha abbandonato siti di tale rilievo storico allo scavo clandestino", scrive nell´introduzione Enzo Lippolis, dell´Universita´ La Sapienza di Roma.

L´infelice vicenda della ricerca a Salapia e Arpi - aggiunge Lippolis - sono la dimostrazione della necessita´ di tutelare e valorizzare le nostre risorse artistiche, con il concorso delle isituzioni in collaborazione tra loro. Documentare, informare, divulgare a livello scientifico e didattico, scopo del volume, e´ la miglior difesa contro i predoni e cosituisce uno stimolo a considerare i siti archeologici come una risorsa per il territorio.