Mentre nel mondo arabo e islamico si allargano le proteste per i lavori israeliani nei pressi del Monte del Tempio, alcuni archeologi israeliani accusano il governo di Gerusalemme di non fare abbastanza per proteggere, piuttosto, i reperti archeologici ebraici dai lavori diretti dal Wakf musulmano, che controlla il Monte del Tempio.
"Il Wakf si è comportato in modo terribile – denuncia la dottoressa Eilat Mazor, dell´Università di Gerusalemme – quando ha gettato in discarica, insieme a tonnellate di detriti, migliaia di manufatti dell´epoca del Primo e del Secondo Tempio, e dell´epoca islamica. Vogliono trasformare l´intera area del Monte del Tempio in una moschea ad esclusivo uso musulmano. A costoro non importa nulla dei reperti archeologici e del patrimonio storico del sito".
Mazor aggiunge che esiste un nesso preciso fra l´abitudine degli esponenti dell´Autorità Palestinese di negare che sia mai esistito un tempio ebraico a Gerusalemme, e il modo in cui il Wakf ha trattato i reperti del sito. "C´è totale ignoranza della storia e dell´archeologia, e c´è la volontà di nascondere i reperti che testimoniano il passato storico".
La dottoressa Mazar è fortemente critica verso l´inerzia del governo israeliano. "Le autorità – dice – non hanno saputo affrontare la questione. L´unica che se ne occupa è la polizia e l´unico interesse della polizia e garantire l´ordine, per cui non fanno nulla".
Secondo Mazar, la campagna inscenata in questi giorni nel mondo islamico sui lavori per mettere in sicurezza la rampa che sale alla Porta Mughrabi fa parte di una tattica volta a costringere il governo israeliano a tenersi lontano da tutto il sito. "Hanno imparato che più fanno rumore, più ottengono", spiega e aggiunge: "Naturalmente le preghiere islamiche sul Monte del Tempio non c´entrano nulla e possono continuare come sempre: nessuno ha la minima intenzione di intralciarle. Non c´è alcun nesso tra le preghiere e le accuse muoviamo ai lavori del Wakf".
"Il danno più grave inferto al Monte del Tempio – ricorda il professor Amihai Mazar, dell´Istituto d´Archeologia dell´Università di Gerusalemme – ebbe luogo pochi anni fa quando il Wakf fece scavare un´enorme fossa per aprire un ingresso alla moschea sotterranea che avevano ricavano nelle cosiddette Scuderie di Re Salomone", sotto la moschea di al-Aqsa.
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