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26 Ottobre 2005 ARCHEOLOGIA
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TESORO NELLE PROFONDITÀ DEL MARE DI GIAVA
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In un capannone di Jakarta il cacciatore di tesori Luc Heymans mostra gioielleria ed ornamenti ritrovati sui fondali del mare di Giava dove giacevano da più di 1000 anni.

Uno specchio ornato e scolpito di bronzo lucido è uno dei pezzi più belli tra i circa 250, 000 scoperti begli ultimi 18 mesi dal naufragio di un´imbarcazione a largo delle coste dell´Indonesia nel X secolo.

Su un piccolo fregio si legge la parola "Allah" in caratteri arabi molto raffinati. Piccoli contenitori di profumo accompagnano giare di argilla cotta, e vasi dal collo sottile riempiono gli scaffali del capannone insieme ad oggetti di vetro dai colori luminosi, della dinastia Fatimide che una volta governò l´antico egiziano.

Un team di sommozzatori, composto da australiani, inglesi, francesi, belgi e tedeschi, ha scavato il vascello ricco di rare ceramiche, che affondò più di 1, 000 anni or sono a circa 130 miglia nautiche da Jakarta.

Le loro scoperte, che comprendono reperti dal periodo delle Cinque Dinastie della Cina dal 907 al 960 d.C. e l´antico Egitto, stanno già causando fermento tra gli archeologi che sostengono che il carico getterebbe nuova luce sulle antiche rotte mercantili.

Circa 14, 000 perle ed una profusione di pietre preziose sono state trovate nel relitto, tra cui 4, 000 rubini, 400 zaffiri rossi, e più di 2, 200 granati.

"Nel secondo giorno di immersione, abbiamo trovato alcuni cocci di ceramiche. Sotto un vaso di 30 cm, ho scoperto il manico di una spada d´oro" ha dichiarato Daniel Visnikar, capo della spedizione francese.

Ci sono volute più di 24, 000 immersioni per recuperare tutti i tesori dall´imbarcazione che giace a 54 metri dalla superficie. Il carico offre indizi sul modo in cui gli antichi mercanti usavano la Via della Seta per collegare la Cina all´Europa ed al Medio Oriente, sfruttando rotte marine alternative quando i mercanti cinesi si spostarono nel sud della Cina per le invasioni dal nord.

La varietà dei beni depredati è difficile da immaginare: piatti ornati con dragoni e uccelli, porcellane con i bordi finemente cesellati, teiere decorate con fiori di loto, piatti smaltati ancora intatti.

"Le porcellane provengono da un forno molto speciale, un forno imperiale, forse proveniente dalla provincia di Hebei dal nord della Cina" suggerisce Peter Schwarz, esperto tedesco di ceramiche.

Heymans ha disposto che il tesoro fosse conservato pezzo per pezzo in scatole di plastica trasparenti, ciascuna con l´indicazione del tipo di reperto, data del ritrovamento, e parte della barca da cui proveniva. Ogni settimana egli invia alle autorità indonesiano un dvd con immagini digitali dei nuovi reperti.

Probabilmente il tesoro sarà acquistato da qualche museo straniero, o messo all´asta in blocco nei prossimi due anni. L´Indonesia riceverà il 50% del ricavato, che si stima potrebbe ammontare a svariati milioni di dollari.