Dopo anni di studi e di duro lavoro, Nguyen Van Viet ed i suoi colleghi sono riusciti ad avere finalmente un posto al sole, quando il recente scavo di Dong Xa ha rivelato una tomba con 20 scheletri di 2, 000 anni or sono di tre razze differenti. Da questi resti, gli studiosi stanno tentando di ricostruire il volto di una donna primitiva di 17 anni or sono.
I calchi mostrano visi lunghi, ossa degli zigomi prominenti, naso piatto, fronte corta, ampia bocca e labbra grosse.
Viet pensa di decorare le orecchie della donna con orecchini e sistemare i suoi capelli nello stile delle antiche donne Dong Son, come descritto nei libri.
"Se i suoi parenti fossero ancora vivi, la riconoscerebbero" scherza, impressionato dal successo della sua missione.
Si tratta, infatti, del primo volto dell´antica civiltà Dong Son ad essere completamente ricostruito – il primo vero volto di questo antico popolo che Viet ha potuto studiare nei suoi 30 anni di carriera archeologica.
Il viaggio di Viet iniziò 35 anni or sono, quando era studente di storia all´università di Hanoi. Era interessato nella scultura e nella pittura, e concentrò il suo amore essenzialmente sui volti. Era ossessionato dalla struttura e dall´unicità di ciascun volto e creava elaborate riproduzioni di crani differenti.
"Il mio insegnante del tempo Ha Van Yan, uno degli storici contemporanei più famosi in Vietnam, mi consigliò di studiare antropologia" ricorda Viet.
"A quel tempo, gli studenti di come me erano affascinati dal libro dell o studioso russo Mikhail Gerasimov, che identificava i volti degli essere umani basandosi puramente sulla struttura del cranio."
Gerasimov introdusse formule che permettevano agli antropologi di calcolare lo spessore dei muscoli sul viso, osservando i punti in cui i muscoli erano fusi all´osso.
Il sogno di ricostruire i volti dell´uomo primitivo motivò Viet sin da allora.
"Ma non è stato fino a pochi mesi or sono, che ho avuto le conoscenze necessarie a realizzare il mio sogno" ha dichiarato Viet.
Si è iscritto ad un numero di corsi sulla creazione di calchi e argilla in Danimarca, al fine di riprodurre e preservare frammenti dei crani.
Infine, uno scavo tre anni or sono a Dong Xa, nella provincia settentrionale di Hung Yen, condotto da archeologi australiani e scienziati del Centro di Ricerche Preistoriche per l´Asia Sud-orientale, ha offerto le condizioni ideali per Viet ed i suoi colleghi, per realizzare il suo sogno.
Il primo scheletro studiato, risalente a 17 anni or sono, originario del sud dell´Asia, ha il cranio e le cavità oculari a forma di uovo. Tipicamente, l´antico popolo da queste regioni misurava circa 1.4 metri di altezza.
Il secondo gruppo di resti apparteneva invece ad un nativo indonesiano.
Il terzo, sembra essere il frutto di una relazione tra i due popoli sopramenzionati. Il cranio è simile a quello degli Asiatici del sud, ma ha anche qualità degli antichi Indonesiani. Lo scheletro indica che l´individuo crebbe fino a 1.6 metri.
L´analisi a raggi X dei crani ritrovati, ha offerto il valore della relazione tra muscoli e ossa. Tale valore è stato processato sulla base delle formule di Gerasimov. I ritratti digitali così conclusi, sono stati comparati con i volti di 100 residenti volontari.
Quando Viet e colleghi sono divenuti familiari con la tecnica e con la rimozione degli errori, si sono dedicati al volto della ragazza primitiva di 17 anni, scelta per via della qualità e delle condizioni del suo cranio. Tra i 20 scoperti, infatti, era il più intatto.
Il cranio è stato inizialmente saturato con una soluzione chimica, quindi coperto con uno strato di silicone per creare un calco. Il calco è stato quindi separato dal cranio e usato come cornice per i muscoli costruiti con l´argilla. Mettendo insieme le ossa e la struttura dei muscoli, si è formato un volto completo.
"C´è un margine d´errore del 20% nel mio metodo" ha ammesso Viet. "I dettagli più controversi attengono all´ampiezza degli occhi ed alla forma delle arcate sopraccigliari, in quanto nessuna di queste è inclusa nelle formule per la struttura muscolare."
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