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14 Gennaio 2005 ARCHEOLOGIA
cnn.com
UN´ANTICA CITTÀ INDIANA INGHIOTTITA DALLO TSUNAMI?
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POOMPUHAR, India (AP) – Per generazioni, il popolo di Poompuhar ha parlato dei giorni in cui la tranquilla città marina era la capitale di un regno potente, e i mercanti arrivavano da Roma, Grecia ed Egitto per commerciare perle e seta.

Quindi, più di 1, 500 anni or sono, la civiltà sparì. La città abitata, secondo gli antichi testi in lingua del Tamil, fu "kodalkol" – "inghiottita dalle acque".

Forse - ritengono gli archeologi e gli storici - il livello delle acque del mare era salito gradualmente. O, alla luce dei recenti fatti, forse fu qualcosa di diverso.

"Nessuno sa quel che sia accaduto" ha dichiarato Murugaiyan, un pescatore di 38 anni la cui famiglia parla da tempo di un regno sparito da tempo. Il 26 di dicembre, però, tutto è apparso più chiaro, quando lo tsunami si è infranto lungo la linea di costa, spazzando via una dozzina di paesi.

L´ondata mortale a Poompuhar poteva anche avere effetti peggiori, dicono qui, se non fosse che la maggior parte dei pescatori aveva già ritirato le barche sulle spiagge al primo formarsi delle onde.

"Il mare era insolitamente calmo. Quindi, lo abbiamo visto salire improvvisamente, e abbiamo capito che qualcosa di terribile stava per accadere. Abbiamo cominciato a correre" ricorda Murugaiyan. La maggior parte delle vittime a Poompuhar si sono avute tra donne e bambini, tra cui quattro dei parenti di Murugaiyan. Lui è sopravvissuto arrampicandosi ad un albero di noci di cocco, e ha visto la marea portare via i rifugi dei pescatori.

Murugaiyan ritiene che il passato remoto della città riecheggi alla luce dei fatti recenti.

"Mio nonno usava dire che la nostra città fu presa dal mare. Suo nonno gli raccontava che tanto tempo fa, era una grande città, molto ricca, e molto bella" ha dichiarato Murugaiyan, che usa solo un nome.

Poompuhar era la capitale del regno di Chola, una dinastia Tamil con una storia documentata che torna indietro al II secolo a.C. Era il luogo da cui i mercanti di seta e granaglie partivano alla volta di Lontano Oriente, Grecia ed Egitto, hanno spiegato gli archeologi.

La città aveva speciali strutture per i visitatori stranieri e per i soldati del re. Nelle strade, si potevano sentire linguaggi provenienti da tutto il mondo. Era arricchita da templi, un segno dell´ – una volta prospero - impero Hindu.

Ma l´antica città ora giace sommersa di circa tre chilometri (due miglia) a largo. Tutto ciò che ne resta, sono pochi templi e la città moderna, che consiste di circa 2000 famiglie dedite alla pesca.

Scavi sottomarini e studi degli storici mostrano che Poompuhar divenne una grande città nel corso del regno di Karikal Cholan, il re Chola del II secolo che stabilì i suoi legami commerciali con la Cina, l´Arabia e l´Impero Romano.

Resti di edifici di mattoni, riserve d´acqua, un molo per imbarcazioni e monete romane sono stati trovati nel corso di scavi sottomarini.

Le scoperte degli archeologi sono sostenute dall´antica letteratura Tamil, che ha frequenti riferimenti a Poompuhar. La descrizione che otteniamo dalla letteratura antica è quella di un´attiva città portuale" ha dichiarato S. Jayadevan, professore di Studi sul Tamil all´Università di Madras.

"I Romani arrivavano fin qui per comprare le perle. E portarono gli Arabi" ha spiegato Jayadevan. "Vi erano commerci di spezie e seta".

Non è chiaro quando la città fu sommersa, malgrado la maggior parte degli autori stimi un momento compreso tra il terzo ed il sesto secolo. "Quindi, si ha un´interruzione nella storia del Tamil durante questo periodo. Riteniamo che si trovasse sotto un regno straniero" illustra M. Rajendran, direttore del Tamil Sangappalgai, un gruppo di ricerca finanziato dal governo che si occupa dell´antica storia e letteratura Tamil.

Non vi sono riferimenti a Poompuhar nella letteratura scritta dopo il IX secolo, ma nessuna menzione della grandeur descritta negli scritti precedenti.

Il cataclismatico evento del 26 dicembre scorso spinge gli storici e gli archeologi a nuove ricerche sulle civiltà costiere dell´antica India, ed i possibili effetti di fenomeni simili in epoche precedenti della storia.

"Lo tsunami del 26 dicembre ha aggiunto una nuova dimensione" ha dichiarato Rajendran. "Precedentemente, gli archeologi del nostro paese non lo avevano mai messo in conto nelle loro ricerche."