CHANDIGARH: Articolate creazioni edilizie – veri e propri gioielli architettonici - nei dintorni della città sono le meravigliose figure che emergono dal passato della civiltà Harappa.
Recenti scavi nella piccola città di Dholavira, nel Kutch - Gujarat, hanno mostrato al mondo alcuni delle più antiche arene e insegne della storia.
Una delle arene è imponente. Una struttura multifunzionale, con sedute terrazzate per gli spettatori, circa 283 metri di lunghezza, può ospitare circa 10, 000 persone. L´altro stadio è invece di dimensioni molto minori.
"Si ritiene che l´arena più grande fosse usata per una varietà di propositi, forse per mercato ed esposizioni. Simile ai bazar che stanno emergendo in questi giorni" ha dichiarato l´ex-direttore generale dell´Archaeological Survey of India, il Dr R S Bisht, che ha consegnato una speciale lettura sulla "Dholavira rivisitata" all´Università di Panjab nei giorni scorsi.
Ha visitato la città per prendere parte ad un seminario internazionale di tre giorni sul patrimonio culturale e l´arte indiani, organizzato dal dipartimento di Storia Antica, Cultura e Archeologia Indiane.
Oltre alle prime arene nella storia, Bisht ha anche descritto quella che potrebbe essere la più antica insegna al mondo, anch´essa scoperta al sito.
L´"insegna" con iscrizioni indecifrabili delle civiltà della valle dell´Indo, si data tra il 3000 ed il 1500 a.C.
"Si ritiene che l´insegna di pietra fosse appesa ad una placca di legno di fronte all´entrata. Potrebbe essere il primo esemplare della storia a noi noto" ha dichiarato Bisht.
Lo scavo era iniziato sotto la presidenza di Bisht nel 1990.
Le dimensioni della città di Dholavira (777.1 metri di lunghezza e 668.7 metri di ampiezza) ci permettono di appurare che la civiltà di Harappa avesse una grande conoscenza della trigonometria. Erano anche esperti matematici, dal momento che tutte le dimensioni al sito sono basate su quadrati e cubi, ha aggiunto. Il sito si trova tra due fiumicelli, Mansa e Manhar. Gli Harappa costruivano dighe per conservare la preziosa risorsa dell´acqua.
Si possono ammirare al sito i resti di estensive riserve d´acqua, castelli e strade. Gli Harappa non permettevano il traffico dei veicoli all´interno delle città, il che spiega le condizioni delle loro strade, inalterate per lunghi periodi.
Si ritiene comunemente che le calamità naturali siano state, in larga misura, la causa del declino delle civiltà della Valle dell´Indo; per Dholavira, invece, se ne attribuisce responsabilità ai frequenti terremoti.
"Il primo colpì la città attorno al 2800 a.C. il secondo attorno al 2500. Ed il terzo attorno al 2000" ha concluso.
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