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12 Dicembre 2003 ARCHEOLOGIA
People´s Daily Online
Gli archeologi riuniti a Guilin per discutere le scoperte delle grotte
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Oltre 70 archeologi dalla Cina e dall´estero, si sono riuniti a Guilin, nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, nel sud est della Cina, per discutere le ultime scoperte delle Grotte di Zengpiyan.

Le Grotte di Zengpiyan, scoperte nel 1965, coprono un´area di circa 220 metri quadrati. Il sito è stato scavato per tre volte, e ha restituito più di 30 corpi umani, 110 tipi di mammiferi, uccelli, pesci, rettili, oltre 1, 000 pezzi di pietra levigata e forata, e oggetti d´osso, denti di animali, molluschi e oltre 10, 000 oggetti di ceramica.

Sono orientate a sud-ovest, hanno nelle vicinanze boschi per la caccia, laghi per la pesca e pianure per la raccolta di vegetali selvatici. Si trovano presso il Fiume Lijiang, che è attualmente una risorsa turistica, ma che in passato offriva ciottoli per gli uomini primitivi da modellare in attrezzi o armi.

Gli archeologi ritengono che gli abitatori delle grotte avessero anche un consapevole gusto per l´estetica e che usassero aghi d´osso per cucire indumenti fatti di canapa e pelli di animali; che si decorassero con collane di denti di animali o conchiglie, e che tingessero i loro corpi con polvere di ematite.

Gli archeologi hanno dichiarato che le grotte furono abbandonate dopo essere state abitate per 5, 000 anni quando, 7, 000 anni or sono, iniziò un periodo caldo e umido, e le grotte, solo un metro più alte della vicina pianura, venivano frequentemente inondate.