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5 Maggio 2006 ARCHEOLOGIA
AGE- Agenzia Giornalistica Europa
RITORNA ALLA LUCE CULLA DELL'ANTICA LUTEZI
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PARIGI - Nel cuore di Parigi, in cima alla collina Sainte-Genevieve, un team di archeologi dell'Istituto nazionale di ricerche archeologiche preventive (Inrap) sta portando alla luce la culla dell'antica Lutezia di epoca augustea. Il responsabile degli scavi Didier Busson "spera di trovare le origini della città".

La notizia era stata data la settimana scorsa, ma oggi il sito era aperto per una visita guidata alla stampa.

"Certo quello delle origini è un concetto astratto - specifica Busson - le origini sono ovunque, sotto di noi. Quello che noi speriamo di trovare sono le fondamenta della città che datano della fine del regno di Augusto e poterne ricostruire il sistema urbanistico". Si tratta di uno dei ritrovamenti più antichi della capitale francese, precedente anche alle terme di Cluny, una delle poche vestigia della romanità meglio conservate e ancora visitabili a Parigi. Al lavoro da marzo, la decina di archeologi dell'Inrap guidati da Busson del dipartimento Storia dell'architettura e dell'Archeologia della città di Parigi hanno portato alla luce una via lunga 6 metri e spessa 2 con i marciapiedi e quattro case dotate di forni e una di terme private. Niente di monumentale dunque. Il forum, le terme pubbliche e il teatro dell'antica Lutezia si trovano sul versante nord della collina. Piuttosto un piccolo angolo di vita quotidiana dell'antichità. Questo sito, al sud, porta alla luce, infatti, il quartiere residenziale. L'antica Lutezia era stata costruita attorno all'attuale rue Saint-Jacques, vero asse della cittadina romana, al sud della Senna, "probabilmente da leader locali, dei galli romanizzati che godevano del sostegno di Roma - racconta Busson - costruita con mezzi locali, ma con uno schema tipicamente romano, a testimoniare dell'universalità dell'impero". Il buono stato di conservazione del sito ha permesso a Didier Busson e al suo team di rilevare "con un buon margine di precisione" i diversi strati e le epoche della costruzione del quartiere. Uno stato di conservazione "eccezionale per la città di Parigi" dovuto anche al fatto che questa zona era stata abbandonata dal III secolo, rimanendo campagna fino al 1632 quando fu costruito, sui piani di Francois Mansard, il convento della Visitazione che lasciò a sua volta il posto, nel 1910, all'attuale Istituto di Geografia. Nel corso degli scavi sono state rinvenute alcune ceramiche del periodo augusteo, un vaso di fiori, piccoli tasselli di un affresco "che sembrano ricostruire come in un puzzle la zampa di un felino". Tutto è rigorosamente conservato in sacchetti e catalogato. Alcune monete hanno già raggiunto i laboratori per essere ripulite e datate. "Non siamo a riparo di altre eventuali sorprese - dice Busson - soprattutto ora che raggiungiamo gli strati più profondi. Magari lì sotto c'é qualcosa di meraviglioso". Gli archeologi avranno tempo fino al 30 giugno per rinvenire il cuore di Lutezia, prima che questo sparisca sotto un nuovo edificio dell'Università di Parigi VI. Al costruttore resta la decisione se preservare il sito con un sistema di vetrine. Prima di questo, altri siti archeologi nel centro di Parigi sono stati 'murati' per esempio da parcheggi. "Da circa 25 anni la legge prevede che siano effettuati sistematicamente degli scavi preventivi alla costruzione - spiega Busson - noi effettuiamo sul posto uno studio sistematico di topografia storica. Ritiriamo gli strati più recenti, fotografiamo tutto, registriamo tutto, cerchiamo di ricostruire la cronologia. Lo scopo non è di conservare, ma di sapere cosa c'é sotto e a che epoca risale".