Una colossale battaglia distrusse una delle prime città del mondo attorno al 3, 500 a.C., e si lasciò dietro, preservate sul posto, tracce di vita quotidiana in un insediamento urbano nella Mesopotamia superiore, secondo un annuncio congiunto dell´Università di Chicago, e del Dipartimento di Antichità della Siria.
"L´intera area dei nostri scavi più recenti era una zona di guerra" ha dichiarato Clemens Reichel, Ricercatore Associato dell´Istituto Orientale dell´Università di Chicago. Reichel, co-direttore americano della Spedizione Archeologica Siriano-Americana ad Hamoukar, ha guidato un team che ha trascorso gli scorsi mesi di ottobre e novembre al sito. Hamoukar è un antico sito nell´estremo nord-est della Siria presso il confine iracheno.
La scoperta offre le prime evidenze di stati di guerra organizzati su ampia scala nel mondo Mesopotamico.
Il team ha trovato estensive prove di distruzione con mura crollate, sotto il peso di pesanti bombardamenti mediante proiettili oscillanti e probabilmente date alle fiamme. Il lavoro durante una stagione precedente aveva mostrato che l´insediamento era protetto da mura di mattoni di fango alte 10 piedi.
Gli scavatori hanno recuperato più di 1, 200 proiettili più piccoli di forma ovale (lunghi circa un pollice ed diametro di uno e mezzo) e circa 120 palle di argilla più larghe (due e mezzo per quattro in diametro). "Queste chiaramente non erano munizioni per scaramucce. Questa era una vera e propria artiglieria pesante del IV millennio a.C."
Gli scavi ad Hamoukar hanno giocato un ruolo importante nel ridefinire la comprensione degli studiosi nello sviluppo della civiltà. Precedenti ricerche avevano sostenuto che la città si fosse sviluppata inizialmente nel bacino inferiore della valle dell´Eufrate, l´area spesso indicata come Sud-Mesopotamia. Questi primi centri urbani, parte della cultura di Uruk, stabilirono colonie che condussero alle civiltà del nord, mentre la gente cercava materiali grezzi come legno, pietra e metalli che mancano nel sud della Mesopotamia.
Le ricerche ad Hamoukar, inizialmente condotte da McGuire Gibson, Professore all´Istituto Orientale tra il 1999 ed il 2001 mostrarono che alcuni degli elementi associati con la civiltà si svilupparono qui a prescindere dalle influenze del sud. Le ultime ricerche suggeriscono che le due forze potrebbero avere avuto un violento confronto a Hamoukar.
"E´ probabile che i meridionali abbiano giocato un ruolo nella distruzione di questa città" ha dichiarato Reichel. "Scavi tra i detriti che coprivano gli edifici scavati questa stagione, hanno rivelato fosse ampie che contenevano grosse quantità di ceramiche di Uruk meridionale dal sud. Il quadro è stringente. Se il popolo di Uruk non fu quello che lanciò questi proiettili oscillanti, allora certamente ne trasse beneficio. Conquistarono il luogo dopo che era stato distrutto".
Ironicamente, per la ricerca archeologica, la guerra ha i suoi vantaggi, specie quando i popoli sotto assedio vengono colti di sorpresa. "Qualsiasi cosa si trovasse all´interno degli edifici viene di necessità seppellita con essi, rimanendo letteralmente ad aspettare il nostro arrivo." In aggiunta ai molti oggetti di valore che vengono perduti, seppelliti sotto massicce quantità di detriti, tale "contenuto congelato" è vitale per le analisi funzionali, e permette di identificare le unità architettoniche come unità domestiche, le cucine, siti di produzione o per uso amministrativo o religioso.
L´insediamento di Hamoukar della metà del IV millennio a.C. ha molte distintive strutture urbane. L´area scavata fino ad ora contiene due ampi complessi di edifici costruiti attorno ad uno spiazzo quadrato. Nonostante entrambi gli edifici seguano da vicino una pianificazione urbanistica nota da altri siti da Siria e Iraq, la loro funzione sembrerebbe essere non domestica.
Una delle strutture contiene un´ampia cucina con una serie di pietre da macinatura, incassate in banchi d´argilla, ed un forno per cottura grande come una stanza, a suggerire che la produzione di cibo avvenisse qui, e non certo per colmare la richiesta di una singola famiglia. Ogni complesso conteneva inoltre un edificio tripartito (un´unità consisteva di un´ampia sala centrale circondata da sale più piccole).
Gli oggetti recuperati da una di esse, scavati nel 2001, includono sigilli per timbri e sigilli d´argilla (grumi d´argilla usati per chiudere contenitori, usualmente impressi con un sigillo), a suggerire che fosse usato come centro di conservazione e distribuzione per beni di uso comune. Ulteriori stampi per sigilli ed oltre 100 sigilli d´argilla sono stati trovati nel 2005, inclusi alcuni con incisi disegni invece che impressioni dei sigilli, ad indicare che attività simili avvenissero anche nel secondo complesso. I nuovi dati offrono prove ulteriori alla teoria, a suggerire che dopo gli scavi del 1999-2001, la città esisteva ad Hamoukar durante la metà del quarto millennio a.C.
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In questa stagione tre trincee sono state praticate nell´area meridionale del sito, dove survey precedenti avevano mostrato la presenza di innumerevoli pezzi di ossidiana, a doppia lama e la produzione di detriti databile alla metà del V millennio a.C., diffusa su un´area di 700-800 acri.
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La natura dei contatti che Hamoukar intratteneva con il sud a quel tempo deve essere investigata più accuratamente. Reichel sottolinea le somiglianze che l´architettura di Hamoukar mostra con altri edifici nel sud della Mesopotamia, specie in relazione alla linea degli edifici tripartiti. Alcuni disegni dei sigilli mostrano scene che ricordano motivi trovati nel sud della Mesopotamia e nel sud ovest dell´Iran. Le ceramiche e quasi tutti gli altri reperti dall´area, ad ogni modo, erano interamente di carattere locale, non tradendo alcuna influenza meridionale. "Assumiamo che alcune relazioni commerciali esistessero con la cultura di Uruk, ma qui non vi sono evidenze del controllo o di dominazione di Uruk su Hamoukar prima della distruzione" ha dichiarato. Ma Uruk meridionale chiaramente dominò gli strati subito sotto la distruzione.
La stagione del 2005 è stata la quarta di scavo ad Hamoukar. Tra il 1999 ed il 2001 sono state condotte tre stagioni sotto la co-direzione di McGuire Gibson. Dopo uno iato di 4 anni, e la guerra in Iraq del 2003, in un clima politico non ancora del tutto tranquillo, la ripresa della missione archeologica siriano-americana è sembrata quasi sorprendente. Ma pochi problemi sono stati riportati fino ad ora. "Ci accolgono come amici".
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