Due ancore preservate in modo perfetto e risalenti a due millenni or sono, scoperte recentemente nel Mar Morto, sono ora in esposizione al Museo d´Israele, su prestito dall´Autorità per le Antichità.
Negli ultimi pochi decenni, la deviazione dell´acqua dal Lago Kinneret in Israele nelle condutture del sistema idrico israeliano, ha progressivamente fatto calare il livello del Mar Nero, riducendo la dimensione di circa una metà. Il recesso delle acque ha scoperto due ancore di legno, che sono state individuate dall´archeologo Dr. Gideon Hadas durante un´esplorazione della spiaggia.
La prima ancora, risalente a circa 2, 500 anni or sono, si trovava al sito del porto di Ein Gedi, e deve essere stata usata dagli ebrei della Ein Gedi biblica. L´altra ancora, risalente a circa 2, 000 anni or sono, fu costruita secondo la migliore tecnologia romana, e probabilmente apparteneva ad una delle grosse imbarcazioni usate dai governatori della Giudea. Se il mare recedesse ancora, si potrebbe magari trovare anche il vascello cui apparteneva.
L´ancora di 2, 000 anni or sono, che originariamente pesava circa 130 kg, è di legno di giuggiolo rinforzato con piombo, ferro e bronzo. Le parti di legno sono molto ben preservate, mentre le parti di metallo sono scomparse quasi completamente. Le loro tracce sono sopravvissute solo in cristalli incorporati nel legno. La linea dell´ancora è sorprendentemente moderna: vi sono due patte rinforzate con una giuntura e uncino ed una placca di legno fissata con pioli di legno, ed un collare di piombo. L´ancora ha inoltre una corda sottile legata ad un anello o gancio all´estremità, che serviva per issarla fuori dall´acqua.
L´ancora più antica, con alcune delle sue corde ancora attaccate, è in sorprendente stato di conservazione. La più antica ancora conosciuta del Mar Morto, era stata ricavata dal tronco di un albero di acacia, con uno dei suoi rami modellato a punta ed originariamente rinforzato con metallo, per agganciarsi al fondo del mare. Ciò che è ancora più interessante, la maggior parte del tronco è ancora coperto dalla corteccia. Le corde di 12.5 metri di lunghezza, erano ricavate da fibre di palma da dattero, in tre cordicelle intrecciate tra loro, e annodate al legno.
Sembrerebbe quindi che il Mar Morto fosse una volta un´attiva rotta di traffico commerciale, nei tempi antichi. Le navi portavano sale, asfalto e beni agricoli, e la particolare composizione delle sue acque, così povere di ossigeno, spiega il mantenimento in buono stato del legno. Per contrasto, tutti i resti di altre antiche ancore trovate nel Mediterraneo consistono nelle parti metalliche, mentre il legno è marcito.
In mostra insieme alle ancore, vi sono alcuni dei beni naturali della zona, come una grosso grumo di asfalto e del sale – entrambi materiali costosi nel mondo antico; fino all´invenzione della refrigerazione, il sale era un mezzo necessario per preservare il cibo. Ancora in mostra vi sono anche 1, 400 piccole monete di bronzo frll´80 a.C., probabilmente cadute da una nave asmoneana lungo il confine del Mar Morto; ed una copia di una mappa mosaicata che ritrae le navi che solcavano il Mar Nero. Il mosaico originale decorava il pavimento della chiesa bizantina del VI secolo a Madaba in Giordania.
Le monete in esposizione ci ricordano che le rotte commerciali dovevano anche essere difese. Le monete sono state trovate presso il complesso navale di torri e scivoli per imbarcazioni, costruito lungo il confine settentrionale del mare nel corso del regno di Alexander Yannai. Sono solo parte di un tesoro di migliaia di monete che possono essere considerate ricompensa per i mercenari che difendevano l´area contro i Nabatei, che minacciavano i transiti lungo le rive orientali e meridionali del Mar Morto. Ogni moneta raffigura un´ancora a due bracci e l´iscrizione in Greco Re Alessandro. L´altra faccia raffigura una stella ad otto raggi e le parole Jonathan il Re (il nome ebraico del re era Yonatan).
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