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4 Maggio 2005 ARCHEOLOGIA
BBC News online
I PANTALONI SPIEGANO LA MORTE DI NAPOLEONE
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Uno studio sui pantaloni di Napoleone Bonaparte potrebbe confutare in maniera definitiva la teoria secondo cui l´Imperatore francese fu avvelenato.

Napoleone morì all´età di 52 anni presso l´Isola di Sant´Elena nel sud dell´Atlantico, dove fu esiliato dopo la sua sconfitta di Waterloo.

Il suo esame post mortem decretò fosse morto per cancro allo stomaco, ma sono state suggerite come cause alternative anche un avvelenamento da arsenico o una sorta di "eccesso di zelo" terapeutico.

Ora ricercatori svizzeri sostengono che i suoi pantaloni indicherebbero una decisa perdita di peso prima della morte, a confermare che avesse il cancro.

La ricerca, degli scienziati del Dipartimento di anatomia patologica della Clinica Universitaria di Basilea, e l´Istituto di Storia della Medicina all´Università di Zurigo, hanno esaminato 12 paia di pantaloni di Napoleone.

Quattro di essi risalivano a prima dell´esilio, e otto invece furono indossati negli ultimi sei anni che trascorse a Sant´Elena, incluso il paio che indossava all´atto della morte.

I ricercatori hanno anche confrontato i rapporti dell´autopsia, con referti di autopsie moderne su pazienti afflitti dallo stesso tipo di male.

Hanno quindi effettuato confronti sul peso, ed è stato dimostrato che Napoleone dimagrì vistosamente nel corso degli ultimi tempi. Il paio di pantaloni più grandi che Napoleone aveva indossato avevano una misura sulla vita di 110 cm; quelli che indossava al momento della morte di soli 98.

Ciò indica un dimagrimento compreso tra gli 11 ed i 15 chili, negli ultimi sei mesi della sua vita.

La presenza di arsenico tra i suoi capelli, da cui la teoria dell´avvelenamento, era collegata alla sua passione per il vino. A quel tempo era abitudine dei vinai pulire recipienti e tini con arsenico.

Da tempo esiste un vivace dibattito sulle cause di morte di Napoleone.

Lo scorso anno i ricercatori del Dipartimento di Esami Medici di San Francisco, guidati dal patologo Steven Karch, avevano dichiarato sulla rivista New Scientist che furono regolari dosi di antimonio, un sale velenoso e privo di colore usato per provocare il vomito, ad ucciderlo lentamente. La somministrazione di questa sostanza avrebbe provocato una grave deficienza di potassio, che avrebbe condotto in ultimo a gravi problemi cardiaci.

Il Dottor Karch ha dichiarato di avere studiato altri casi similari.

"Vi sono forti elementi a sostegno – anche se la teoria non è affascinante come quella dell´omicidio...

"Non fu l´arsenico ad ucciderlo: furono i medici che lo avevano in cura!"

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