Se solo avesse avuto un computer ed una mappa del tesoro online, Indiana Jones si sarebbe risparmiato tutti quei serpenti, dirupi e terribili rivali. Ora, gli archeologi che esplorano il deserto dell´Idaho sud-orientale, hanno un nuovo strumento per cui Indy sarebbe di certo impazzito.
Gli scienziati informatici del Dipartimento Statunitense dell´Energia INEEL hanno sviluppato un sistema geografico computerizzato che rileva dati da varie fonti per aiutare a trovare e mappare i dati archeologici. Il sistema risparmierà agli archeologi soldi, tempo e forse inutili scavi.
Gli archeologi devono proteggere almeno 12, 000 anni di reperti archeologici e culturali che giacciono dimenticati tra cespugli e basalto nei siti del deserto di 890 miglia quadrate, ove si trova anche il Laboratorio Nazionale di Ingegneria e Ambiente dell´Idaho. Per aiutarli, gli scienziati del Dipartimento per la Ricerca Culturale ed Ecologica dell´INEEL hanno sviluppato un software che cataloga i dati conosciuti dalle fonti storiche, antropologiche e archeologiche della zona, in un unico sistema integrato. L´utente può navigare attraverso una semplice interfaccia, richiamare informazioni dettagliate e tracciare mappe interattive e personalizzate.
La tecnica informatica Sara White ha dato dimostrazione del sistema il 12 agosto nel corso di una conferenza a San Diego.
Il nuovo strumento aiuterà gli archeologi a tenere traccia e classificare i reperti a partire dalle ossa di mammut di 12, 000 anni or sono, per giungere alle abitazioni di 150 anni or sono dei primi pionieri – e perfino aiutare a prevedere dove potrebbero trovarsi nuovi pezzi del puzzle storico.
Come previsto dalla legge federale, gli archeologi lavorano con lo stato, con i governi locali e con le tribù di nativi per preservare e proteggere i siti dell´INEEL. Fino ad ora gli archeologi non hanno solo recuperato punte di freccia e antichi
Moschetti: stanno tentando di preservare il passato di un paese. E con circa 1, 200 siti archeologici già individuati dall´INEEL – e più del 90% dell´area non ancora esplorata dagli archeologi – recuperare e condividere i dati può essere tanto importante quanto recuperare i reperti.
Costruire gli archivi dati è stata la vera sfida. Un corpo di tre separati database – storico, archeologico e antropologico – sta alla base del progetto del DMT. La tecnologia del Sistema di Informazione Geografica collega le informazioni e le riproduce su una mappa interattiva. Il metodo elaborato dalla White di collegare database multipli ad un singolo interfaccia geografico è una novità assoluta, ha dichiarato, ed era il soggetto della sua conferenza di presentazione. Per via dell´interazione reciproca tra archivi dati, i ricercatori possono agevolmente costruire una mappa estremamente dettagliata che risponde alle necessità del momento.
Per creare una nuova mappa con il DMT, gli archeologi iniziano con un outline di base del territorio INEEL, spiega la White. Quindi aggiungono strati di informazioni codificati a colori – posizione dei corpi d´acqua e delle rotte dei pionieri, per esempio – come aggiungessero trasparenze illustrate su una mappa stampata. I ricercatori possono poi ulteriormente perfezionare la mappa dicendo al programma di mostrare un determinato tipo di informazioni, come ad esempio i siti archeologici precedenti a 5, 000 anni or sono.
Senza l´automazione del programma DMT, alcune missioni di routine richiederebbero agli archeologi giorni di lavoro. La richiesta di informazioni ai dirigenti del progetto federale pretende l´assolvimento di procedure preventive di ordine burocratico. "Prima si usava una fotocopiatrice e si preparavano rapporti ufficiali" ha dichiarato Brenda Ringe Pace, l´archeologo dell´INEEL che ha sviluppato il sistema geografico. "Ma con la formattazione automatica, tutto è molto più semplice. Basta premere qualche tasto." Ed i ricercatori possono bypassare per intero la redazione di carte e documenti. Ora tutto viene trasmesso elettronicamente" ha dichiarato.
Il sistema è stato salvato su un server sicuro, e si presenta particolarmente semplice da utilizzare. Si possono creare quante mappe sperimentali si vuole, e in caso di errore, si possono modificare tutti i parametri, o chiudere la finestra e ricominciare daccapo.
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